Renzi telefona a Letta. Cocchi: domani vertice in Regione. Matteoli: attuare la sentenza Da pagina 1 « Pronto, Gianni, che succede ora?». Sull'auditorium il sindaco di Firenze Matteo Renzi telefona a Gianni Letta. Nella difficile giornata di venerdì, dopo una riunione durata ore con i propri tecnici per capire la reale portata e le conseguenza della decisione del Tar del Lazio di annullare il bando per il Parco della Musica di Firenze, c'è stato il primo contatto tra il Comune e governo. Una breve conversazione tra Renzi e Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, nella quale il sindaco ha chiesto le intenzioni dell'esecutivo nazionale: se proseguire o meno i lavori, se ripartire da zero. Nessuna risposta immediata da parte di Letta, che ha assicurato che della vicenda il governo deciderà la linea da tenere e le comunicherà, anche al sindaco, forse già domani. E intanto fra le istituzioni parte il rimpallo di responsabilità. Per primo il sindaco Renzi, invitato ieri a partecipare alla tavola rotonda dell'assemblea annuale di Confartigianato giovani, al Convitto della Calza, prende ufficialmente le distanze dal possibile blocco del cantiere: «A Firenze ci sono una serie di partite aperte dice tutte bloccate, o quasi, da vicende nazionali». Il sindaco tira in ballo il sistema della giustizia: «Non fai a tempo a girarti che c'è un ricorso, un Tar, un appello e poi si ferma tutto». Ma non si tratta di un attacco alla magistratura: «Intendiamoci spiega ancora all'assemblea non è colpa dei giudici, ma delle regole che sono scritte male, c'è un eccesso di burocrazia e norme». Ci scappa pure la battuta: «L'unica semplificazione amministrativa che si è trovata in questi anni è stata la Protezione Civile spa...». Renzi non vuole far riferimento soltanto all'auditorium del Maggio, ma anche ad altre importanti opere in città, come la scuola dei Marescialli e i nuovi Uffizi: «Si tratta di vicende che sono tutte di natura nazionale, per questo occorre rendere più chiare le regole». E ancora i beni di proprietà dell'Agenzia del Demanio: «La più grande partita afferma Renzi è quella dei contenitori dismessi. Sono state fatte delle promesse di trasferimento della proprietà agli enti locali, ma non si sono concretizzate. Avere questi immobili, per l'amministrazione, significa recuparare e non fare nuove costruzioni». Sulla partita dell'edilizia pubblica in città e le circa 700 pratiche che sono al momento bloccate promette: «Chiarirò la posizione dell'amministrazione il 22 marzo, quando farò la relazione di presentazione del bilancio in Consiglio comunale». Qualche ora più tardi tocca al ministro Altero Matteoli, a Firenze per l'evento elettorale con la candidata Monica Faenzi in piazza della Repubblica, commentare la decisione del Tar sul nuovo teatro del Maggio: «Quest'opera non riguarda il mio dicastero, non ci sono state nostre competenze, né ora né nel precedente governo quando c'era ministro Di Pietro. L'opera rientrava nell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quindi era di competenza della presidenza del consiglio. Io non commento mai le sentenze: vanno attuate e basta». La sentenza del Tar che annulla gli atti del bando per il nuovo auditorium interessa la Regione Toscana, firmataria lo scorso 25 febbraio, insieme a Comune e Stato, dell'accordo per finanziare l'opera. Accordo per il quale l'assessore regionale Paolo Cocchi invitò alla «prudenza», e chiese ulteriori verifiche a seguito dell'inchiesta sul G8. Oggi l'assessore non vuole riparlare di quell'invito che fu disatteso, ma chiarisce il ruolo dell'ente: «Nonostante sia stato firmato il protocollo, non mi risulta che la Regione abbia ancora versato la sua quota. Il protocollo prevede che il versamento dei finanziamenti (26 milioni di euro nel 2010, e altri 14 milioni nel 2011, ndr) sia legato a scadenze temporali e all'avanzamento dei lavori. Faremo una verifica già lunedì anche con il presidente Martini per capire eventuali novità alla luce di questo blocco della gara». Unica certezza i soldi della Regione, i soli disponibili nel 2010 dopo il fallimento dell'asta del teatro Comunale da parte del Comune.