Per un giorno, Elisabetta Fabbri è stata davvero una «commissaria speciale» per gli Uffizi e il nuovo auditorium. Ma l'ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri che doveva attribuirgli più poteri dei precedenti, arrivando persino a consentirgli di fare «tabula rasa» di tutti i collaboratori e a fare a meno delle soprintendenze, ha avuto la sfortuna di essere stata firmata il giorno prima degli ulteriori arresti dell'inchiesta nata a Firenze sui lavori del G8 e allargatasi a Uffizi e Nuovo auditorium: il 4 marzo scorso, ad Angelo Balducci e Fabio De Santis, è stato notificato in carcere l'arresto. All'avvocato Guido Cerruti e all'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli sono stati dati i domiciliari. Tutti indagati per la vicenda della Scuola dei marescialli dei carabinieri. L'ordinanza che attribuiva a Fabbri poteri ulteriori su Nuovi Uffizi e Auditorium, firmata da Silvio Berlusconi, da allora non è mai stata pubblicata in Gazzetta ufficiale. E quindi tutte le scelte il 3 marzo non sono diventate operative. Nel testo si prevedeva che a Fabbri fosse affidata praticamente tutta la realizzazione delle due opere, Corridoio Vasariano compreso. Tutta la contabilità passava sotto i suoi poteri, tolti al «soggetto attuatore», Mauro Della Giovampaola (anche lui indagato). Fabbri poteva rimuovere tutti i consulenti e prenderne di nuovi, chiamando funzionari e dirigenti dal Comune e dalla Prefettura di Firenze, e dalla magistratura. Ma soprattutto, veniva eliminato ogni parere obbligatorio della soprintendenza.