L'ipotesi: tacito accordo per far sembrare conveniente un'opera costosa L'indagine penale sul ponte di Calatrava finisce definitivamente in soffitta. Il gip di Venezia Giandomenico Gallo ha accolto la richiesta di archiviazione del procuratore aggiunto Carlo Nordio, che aveva rilevato il fascicolo per abuso d'ufficio nei confronti dei tecnici comunali Roberto Scibilia e Salvatore Vento, susseguitisi nel ruolo di responsabile unico del procedimento in relazione al progetto. Ma a leggere le nove pagine scritte dal magistrato dell'accusa c'è da sobbalzare sulla sedia. Sono durissime infatti le parole con cui Nordio al termine di una lunga indagine della Guardia di finanza, con l'ausilio del consulente Paolo Leggeri, ingegnere fiorentino interpellato dalla procura veneziana anche per il crollo del masso dalla facciata di Palazzo Ducale - ricostruisce l'iter del progetto del ponte e sottolinea tutte le anomalie di una vicenda nata nel 1996 con la «donazione» dello studio di fattibilità da parte dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava e non ancora terminata. Nel mirino Il ponte della Costituzione inaugurato nel 2008 «Gravissimi errori», «radicale incapacità di comprendere la complessità tecnica inerente ad un'opera così ambiziosa», «dilettantismo», «indifferenza ai vincoli regolamentari», «approccio semplicista e sbrigativo», «rozza noncuranza sconfinante nel cinismo» in relazione alla vicenda dell'accessibilità ai disabili, sacrificata in un primo tempo all'estetica: questo è il campionario delle definizioni usate dal magistrato. Ma non c'è il reato di abuso d'ufficio, per il quale sarebbe necessario dimostrare che i due hanno perseguito indebiti vantaggi o causato danni a terzi soggetti. Resta aperta invece l'indagine della Corte dei Conti, che è nelle mani del procuratore Carmine Scarano. La prima anomalia è appunto la donazione «con la quale - scrive il procuratore aggiunto - l'illustre architetto ha di fatto posto le basi per un successivo incarico prestigioso e ben retribuito». Nel dicembre 1999 (sindaco era Massimo Cacciari), gli viene infatti affidata la progettazione definitiva ed esecutiva per un importo di 245 mila euro. Subito i costi previsti schizzano all'insù, da 3,8 a 5,4 milioni di euro, ed è questa un'altra anomalia. Nel luglio 2002 l'appalto viene affidato alla Cignoni che offre un ribasso fino a 4 milioni di euro, ma poi subappalta gran parte dei lavori alla Lorenzon (altra anomalia sottolineata): per questo «l'aggiudicazione alla Cignoni è stata formalmente legittima - scrive il magistrato dopo aver contestato la redazione del bando - ma sostanzialmente erronea e inidonea al compimento dell'opera». Errori su errori, dal progetto, al bando, alla realizzazione, segnata da numerose varianti e dalla crescita dei costi fino a 10,7 milioni (ancora provvisori). Ma «i tecnici del Comune - conclude - si sono sempre rifiutati di riconoscere anche i più macroscopici errori progettuali»; forse, è l'ipotesi, «per un tacito accordo tra il committente (cioè Ca' Farsetti, ndr) e l'architetto Calatrava per far apparire economicamente conveniente un'opera in realtà complessa e costosa». «Io l'ho sempre detto che c'è stata una totale sottovalutazione della complessità dell'opera, non ci si era resi conto che non si trattava di un semplice ponte in calcestruzzo, ma di un'opera d'arte - dice l'assessore Mara Rumiz - Quanto al meccanismo per i disabili, fu l'allora amministrazione comunale a dire che non serviva».
VENEZIA - Calatrava, i giudici: dilettantismo
Un'indagine penale sul ponte di Calatrava a Venezia è stata archiviata. Il procuratore aggiunto Carlo Nordio aveva richiesto l'archiviazione del procedimento per abuso d'ufficio dei tecnici comunali Roberto Scibilia e Salvatore Vento. Il magistrato dell'accusa ha rilevato errori gravi nel progetto e nella realizzazione del ponte, tra cui una donazione dello studio di fattibilità da parte dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava e una sottovalutazione della complessità dell'opera. Il magistrato ha anche sottolineato la mancanza di vincoli regolamentari e la noncuranza ai vincoli di accessibilità per i disabili. L'indagine è stata chiusa, ma la Corte dei Conti continua a indagare.
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