Soluzione più conveniente per l'impresa proposta al sindaco ma i tempi si allungano Sembra che la ditta proprietaria del cantiere di via De Amicis, dove è venuto alla luce il teatro romano (un'associazione a cui partecipa anche il costruttore Eliseo Minardi) non abbia una grande fretta di concludere la permuta che permetterebbe al Comune di Fano di proseguire gli scavi e rendere fruibile l'area ai visitatori. In luogo della superficie di Bellocchi indicata quale oggetto della permuta, ora se ne propone un'altra, sulla quale però vige un vincolo archeologico imposto dalla Soprintendenza di Ancona. Così che, per salvaguardare un'area di interesse storico, come quella di via De Amicis, bisognerebbe sacrificarne un'altra a Bellocchi. Attenzione: quando si parla di permuta, non ci si riferisce a un reciproco scambio di proprietà, ma soltanto alla cessione da parte della ditta al Comune dell'area di via De Amicis, in cambio del permesso di costruire una sessantina di appartamenti in un'area che al momento non è stata contrassegnata come area di tipo residenziale. Quest'ultima ora si trova nei pressi della torre dell'acquedotto di Bellocchi, in posizione più idonea per costruirvi nuove unità abitative in quanto più prossima al centro abitato; ma la ditta si trova nelle condizione di dover chiedere una moltitudine di permessi in deroga per superare il vincolo della Soprintendenza. Intanto una delle scoperte archeologiche più eclatanti rischia di degradarsi sempre più.