BOTTICELLI, CIMABUE, LORENZETTI, TINTORETTO, CARAVAGGIO, E LA "STANZA" CON LE OPERE DI GIOTTO U FIRENZE - le collezioni del museo ripercorrono otto secoli di pittura (dal secolo XIII al XX) soprattutto fiorentina, ma anche senese, veneziana e mantovana, oltre che tedesca, fiamminga e spagnola. La Galleria è composta di numerose sale. Nella Sala di Giotto e del Duecento-(sala 2) è collocata la Madonna di Ogni-santi risalente al 1310, nota opera di Giotto di Bondone. Tra gli altri capolavori presenti, la Madonna di Santa Trinità (1280) di Cimabue e la Madonna Rucellai di Duccio da Buoninsegna (1255-1319), dipinti che seguono i canoni della pittura bizantina. La Sala del Trecento senese, invece, ospita diverse opere dei Lorenzetti, e l'Annunciazione e due Santi (1333), che vide: la collaborazione di Simone Martini e Lippo Memmi. La Sala del Gòtico fiorito (sale 5 e 6) rappresenta il gotico fiorito attraverso le opere di Gentile da Fabriano (Adorazione dei Magi 1423), del Beato Angelice (La Tebaide, 1420) e de suo maestro Lorenzo Monaco (Incoronazione delle Vergine, 1414). Segue le Sala del primo Rinascimento (sala 7) con altre tavole del Beato Angelico, tra cui l'Incoronazione della Vergine (1435) che rivela l'influenza di Masaccio e della nuova cultura rinascimentale. La Sala di Filippo Lippi (sala 8) è dedicata alla produzione del maestro di Botticelli e la successiva (Sala di Antonio Pollaiolo) al pittore che cerca di rendere attraverso la precisione anatomica il dinamismo del movimento. La Sala.del Botticelli (sale 10-14) espone le opere del pittore che meglio di ogni altro incarna lo spirito del primo Rinascimento, San-dro Botticelli. Gli Uffizi conservano le sue opere più note, la Nascita di Venere (1485) e La Primavera (1481). L'Annunciazione di Leonardo si trova nella Sala di Leonardo (sala 15) insieme a dipinti del Perugino e di Luca Signorelli. Da notare il Battesimo di Cristo, probabilmente la prima pittura eseguita da Leonardo (suo il primo angelo a sinistra). La Sala delle carte geografiche (sala 16) contiene il Bacco e II Sacrificio dì (sacco del Caravaggio, mentre la Tribuna (sala 18) espone in particolare ritratti. Riguardo alla pittura tedesca, la Sala di Durer e dei Tedeschi (sala 20) conserva dipinti di Lukas Cranach il Vecchio, Albrecht Durer, Jan Brueghel il Vecchio. Seguono la Sala di Giam-bellino e Giorgione (sala 21) e la Sala dei maestri fiamminghi e dei tedeschi (sala 22), con opere di artisti del nord Europa, tra i quali Hans Holbein il Giovane e Hans Memling. Dopo la Sala del Correggio e la Sala delle miniature, si accede alla Sala di Michelangelo e dei fiorentini (sala 25), che contiene la celebre Sacra famiglia con San Giovannino (o Tondo Doni). Nella Sala di Raf-faello e di Andrea del Sarto (sala 26) sono esposte alcune tavole di Raffaello, tra le quali si ricordano la Madonna del cardellino (1506) e il Ritratto di Giulio II (1512). Accanto ai lavori di Raffaello compaiono quelli di Andrea del Sarto, anch'esso rappresentante del classicismo, tra i quali la Madonna delle Arpie (1517) e il San Ja-copo(1528). La Sala del Pontormo e del Rosso Fiorentino (sala 27) è dedicata al Pontormo, nella cui opera artistica spicca La cena in Emmaus (1525). La sala successiva (Sala di Tiziano e di Sebastiano del Piombo) ospita Flora (1515) e Ritratto di Francesco Maria della Rovere di Tiziano Vecellio. La Sala del.Parmigianino e del Dosso (sala 29) accoglie opere del Parmigianni-no, come la Madonna dal collo lungo (1535), che esprime la rottura con il rir spetto per le proporzioni e l'attenzione realistica del Rinascimento classico. Nelle sale che seguono (da 30 a 41) si trovano lavori di noti pittori quali Veronese, Tintoretto, Barocci e Rubens, mentre la Sala della Niobe (sala .42) contiene copie romane di sculture tardo ellenistiche. Si passa infinealle ultime tre sale: la Sala di Caravaggio (sala 43), la Sala di Rembrandt (sala 44), e la Sala del Settecento (sala 45) con opere di Crespo, Guardi, Tiepolo e Canaletto.