Clou il 5 giugno, una settimana ad alta intensità con scienziati, politici e grandi artisti. E Renzo Piano progetta il Museo della Rumenta capitale europea dellambiente e sede di un Museo della rumenta. Il 5 giugno Genova sarà il centro europeo della "Giornata mondiale dellambiente", uno degli eventi più importanti organizzati annualmente dallOnu. La scelta è già stata fatta e manca solo, per ufficializzarla, linvio a Genova del protocollo sottoscritto dal ministero dellAmbiente. Il sindaco Marta Vincenzi annuncia: «Spero che per quel giorno sia tutto pronto per un progetto cui stiamo lavorando con Renzo Piano: lapertura di un Museo della rumenta». Un luogo in cui valorizzare le politiche del riciclo e svelare anche laltra faccia della città, quella che consuma e spesso spreca. «Spero che per il 5 giugno tutto sia pronto per uniniziativa a cui tengo molto: Genova avrà un Museo della Rumenta. Non monnezza o rifiuti, proprio rumenta, anche per il senso che alla parola danno i genovesi». Marta Vincenzi ride mentre spiega, perché sa bene come un annuncio di questo genere possa suscitare limmancabile sarcasmo dei suoi concittadini. Però, è pure consapevole di come uniniziativa di questo genere si inserisca nel solco di quei musei a carattere scientifico che, tra divulgazione, cultura e spazi interattivi, riscuotono successo in tutto il mondo. «Abbiamo già un progetto di massima - continua il sindaco - e ho chiesto in particolare a Renzo Piano di darci una mano. Sono anche già state individuate alcune aree per la collocazione. No, non sarà in zone ex industriali della periferia, lo vogliamo in centro». Ma cosa sarà il Museo della Rumenta? «Intanto deve avere una valenza sociale, quindi prima di tutto sarà un luogo in cui valorizzare la fabbrica del riciclo, illustrare il più possibile concretamente come e perché si debba perseguire il riciclo». Ma un museo deve avere anche altre valenze. «Certo, sarà il luogo in cui scoprire laltra faccia della città. Ciò che si butta e non si ripara, lo spreco, lindice di ricchezza e povertà dei quartieri. Sarà il contenitore in cui capire, anche visivamente, cosa sia la società dei consumi e cosa voglia dire sostenibilità». Nelle parole del sindaco e nella sua lettura del tema "rumenta" sembra di cogliere echi delle pagine di Italo Calvino, che nelle "Città invisibili" descriveva un mondo invaso da montagne di spazzatura. E raccontava limmaginaria Leonia, città di cui si chiedeva se la sua passione «sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto lespellere, lallontanare da sé, il mondarsi duna ricorrente impurità». Cè un argomento che le sta a cuore in particolare? «Certo, è il tema della riduzione dei rifiuti. Guardi - racconta Marta Vincenzi - sono rimasta davvero colpita leggendo, qualche giorno fa, la notizia sullesperimento di un giornalista americano. Ha organizzato un pranzo per cinquemila persone utilizzando cibi e alimenti scartati, e naturalmente ancora commestibili. È la dimostrazione di una deriva dalla quale tutti dobbiamo tirarci fuori. Lo spreco corrisponde ad accumulo di rifiuti, un circolo vizioso che poi impone soluzioni per la sua eliminazione. Insomma, vorrei che il Museo della Rumenta diventasse anche uno stimolo a consumare correttamente». (marco preve)