Ancora una volta, con riferimento alla delibera di giunta dell11 febbraio 2010, nonostante appelli e diffide (e lultima diffida è quella del 10 agosto 2009 da parte delle Assise del Mezzogiorno dItalia sul rispetto del paesaggio del litorale tra Bagnoli e Coroglio) lAmministrazione comunale di Napoli non ha voluto comprendere lo spirito della legge 582 che prevede "il ripristino della morfologia naturale della costa" e la destinazione duso di quel litorale per la spiaggia e la balneazione. Il tema dominante della delibera di cui sopra, invece, è quello di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata in sintonia con la legge regionale del 28 dicembre 2009 "misure urgenti sul patrimonio esistente". Si tratta di rimettere in gioco lintera questione del futuro dellarea occidentale (destinazione delledilizia del Puc di Bagnoli) con laumento da 1300 a 2000 abitazioni e la conseguente riduzione delle superfici per servizi e area a verde. Ciò in aperto contrasto con levidenza della emigrazione inarrestabile della popolazione residente in città verso i Comuni limitrofi, dovuta allassenza di un minimo di riqualificazione del centro urbano e soprattutto del centro antico. Va ribadito che il diritto alla spiaggia (ultima spiaggia superstite della città) non può che essere legato alla rimozione della colmata Italsider, rimozione da eseguire con urgenza a giudizio di tutti i ministri dellAmbiente che si sono succeduti dal 1996 a oggi. Tale rimozione è parte integrante della bonifica dei fondali, che è ritenuta da tutti (compresa lAmministrazione comunale) indispensabile per eliminare ogni forma di inquinamento nocivo alla balneazione. È ben noto che il fondale inquinato posto sotto la colmata non potrà mai essere asportato senza aver prima eliminato lo spesso strato di calcestruzzo che lo ricopre e tale copertura non fa che procrastinare nel tempo il rilascio verso il mare di quelle sostanze tossiche che per effetto del deflusso idrico delle acque meteomarine di falda si riversano con continuità verso il mare. Ogni altro sistema per bloccare tale deflusso che veicola le tossine verso il mare (diaframma e quantaltro) non potrà che spostare nel tempo il problema, ma non potrà eliminare la sorgente di inquinamento. I risultati ottenuti in tempi non sospetti dal componente della commissione di controllo e monitoraggio dellattività di bonifica di Bagnoli, professor Benedetto De Vivo, mostrano che linquinamento è localizzato per la fascia costiera essenzialmente sui fondali e che le sostanze tossiche presenti nellarea sono costituite da idrocarburi policiclici Pah Marine sediments (il decreto ministeriale 36703 fissa un limite di 0.2 mgkg) e Pcb Marine sediments (il citato decreto fissa un limite di 4 mgkg). Per eliminare la causa di tali inquinanti con spesa ragionevole occorre rimuovere lorribile calcestruzzo che costituisce la colmata.
CAMPANIA - Bagnoli, il diritto alla spiaggia
La delibera di giunta dell'11 febbraio 2010 dell'Amministrazione comunale di Napoli non ha rispettato lo spirito della legge 582 del 1998, che prevede il ripristino della morfologia naturale della costa. La delibera ha invece aumentato il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata, con un aumento da 1300 a 2000 abitazioni, riducendo le superfici per servizi e area a verde. Ciò è in contrasto con la necessità di riqualificare il centro urbano e soprattutto del centro antico, dovuta all'emigrazione inarrestabile della popolazione residente in città.
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