"Lo sviluppo urbanistico stoppato da vicende nazionali" Renzi: parlerò della città bloccata in consiglio comunale "Vicende nazionali - ha detto - impediscono a tutta una serie di opere di andare avanti". Il 22 ne parlerà in Consiglio «A Firenze non fai in tempo a girarti che subito parte un Tar, un ricorso, un appello e si ferma tutto: ci sono una serie di partite urbanistiche aperte, tutte bloccate o quasi, a causa di vicende nazionali». Dopo la tempesta dellauditorium parla il sindaco Renzi, preoccupato per il blocco di altri grandi appalti come i nuovi Uffizi e la Scuola Marescialli. «Colpa non dei giudici ma della burocrazia», la sua tesi. «A Firenze non fai in tempo a girarti che subito parte un Tar, un ricorso, un appello e si ferma tutto: ci sono una serie di partite urbanistiche aperte, tutte bloccate o quasi, a causa di vicende nazionali. Certo se il Tar blocca unopera questo non è colpa dei giudici ma delle regole che sono scritte male, delleccessiva burocratizzazione del sistema e della semplificazione amministrativa che non viene fatta mai». Dopo lennesima tempesta che si abbatte sulla città, con il Tar del Lazio che ha annullato la gara per il nuovo auditorium del Maggio a Porta al Prato, e mentre altre grandi opere come i Nuovi Uffizi e la Scuola dei Marescialli di Castello restano «sub judice» coinvolte come sono nellinchiesta sui grandi appalti, parla il sindaco Matteo Renzi. Lo fa, rivolto alla platea dei giovani imprenditori di Confartigianato riuniti al Convitto della Calza per lassemblea nazionale, per ribadire ancora una volta che Palazzo Vecchio, almeno con i grandi appalti da settimane nellocchio del ciclone, non centra nulla. E però coglie loccasione, pur senza scendere nel merito, per invocare quella semplificazione delle procedure pubbliche che potrebbe contribuire, secondo lui, ad evitare situazioni del genere. Situazioni di cui, sostiene Renzi, la città sarebbe vittima suo malgrado: «Il problema numero uno è che non si fa un intervento serio contro la burocrazia: da due anni il governo si sta perdendo dietro le chiacchiere senza fare quello che serve al Paese. Il massimo della semplificazione che era riuscito a concepire era la Protezione civile Spa», fa notare il sindaco allassemblea di Confartigianato. Se però coi grandi appalti degli Uffizi, del nuovo Auditorium e della Scuola Marescialli Palazzo Vecchio non centra direttamente, è pur vero che vicende cittadine come quella dellex Panificio militare di via Mariti e dellex Manifattura Tabacchi tirano in ballo direttamente il piano strutturale e le decisioni della giunta comunale: «Del tema della città che secondo la Cgil sarebbe bloccata parlerò nel consiglio comunale del 22 marzo in occasione della relazione sul bilancio», annuncia il sindaco rimandando la discussione. «Prudenza» sullesito delle vicende giudiziarie che coinvolgono i grandi appalti, resta comunque la linea di Palazzo Vecchio. Prima di aver visto le motivazioni con cui il Tar del Lazio ha accolto il ricorso della Giafi e di aver appurato se davvero, come pare probabile, non solo la Sac (la ditta vincitrice) ma anche il ministero faranno ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, non si può parlare del merito della vicenda. Salvo solo sottolineare quella che, a detta del sindaco e dei suoi tecnici, sarebbe la «falla del sistema»: la procedura dei grandi appalti, il complicato groviglio di leggi e codici nazionali, spesso mancanti di regolamenti attuativi, che stanno dietro alle grandi opere fiorentine. Soprattutto quelle, come lauditorium, gestite da strutture di missione governative speciali. In ogni caso i tecnici comunali sono scettici sulleffettiva probabilità che col Tar si blocchino i lavori del nuovo auditorium. Piuttosto, ritengono, i tempi si potrebbero allungare con la conseguenza che di pari passo si potrebbe rimandare la vendita dellattuale teatro Comunale di Corso Italia, già peraltro due volte messo allasta senza successo. Se però Palazzo Vecchio conferma in pieno la volontà che il nuovo auditorium venga realizzato e conferma lintenzione di stanziare i 40 milioni di euro con cui secondo gli accordi è chiamato a contribuire allopera, è la Regione Toscana a porsi il dubbio se, a questo punto, non convenga riflettere sullopportunità di stoppare lerogazione dei suoi 40 milioni di cofinanziamento. Il presidente Claudio Martini non si esprime ma lassessore alla cultura Paolo Cocchi ribadisce che la Regione, non avendo ancora tirato fuori i soldi, «è ancora nelle condizioni di autotutelarsi» visto il procedimento in corso e potrebbe scegliere di stoppare i 40 milioni. «Ne parleremo domani in giunta», annuncia Cocchi. «Quanto costerà il nuovo auditorium della Musica di Firenze? Chi pagherà la costruzione?», chiede intanto il deputato del Pdl Gabriele Toccafondi, facendo notare che «limporto complessivo dei lavori del nuovo auditorium è lievitato a 236 milioni di euro con un progetto diviso in due lotti, il primo di 156 milioni e il secondo di 80 milioni».