Da domani al 16 maggio Bari ospita la collettiva curata da Achille Bonito Oliva Quindici installazioni offerte allo sguardo di appassionati, curiosi e passanti Il filo rosso è il suggerimento di un nuovo punto di vista sulle opere in mostra al maniero È ormai tutto pronto. Nonostante le difficoltà di allestimento, la grande collettiva darte contemporanea nel fossato del Castello Svevo di Bari - affidata alle cura di Achille Bonito Oliva, coadiuvato da Giusy Caroppo e Paola Marino, dalla Direzione regionale ai Beni culturali e paesaggistici della Puglia, col sostanzioso supporto finanziario dellAssessorato al Mediterraneo della Regione (oltre mezzo milione di euro) - domani alle 18,30 è pronta ad aprire i battenti. O meglio ad offrirsi allo sguardo di appassionati, ma anche di curiosi e semplici passanti, "da sopra", come recita il titolo. È infatti la scelta della location allaperto e di una modalità di fruizione dallalto a marcare la specificità di questa rassegna, che mette insieme un ambizioso parterre di quindici artisti internazionali, senza uno specifico taglio critico e tematico. La proposta di una distanza fisica ma anche metaforica, "lintervallo che corre tra lartista e il mondo, lo spettatore e lopera darte" per dirla con le parole di Achille Bonito Oliva, funziona dunque come suggerimento di un diverso punto di vista per i lavori che giganteggiano sul manto erboso intorno al vecchio maniero, ma anche sulle pareti e persino sugli alberi. Qualcuno, in questi giorni densi di preparativi li avrà già notati: tra i più spettacolari cè la pavimentazione di specchi (più di 600 metri quadri) su cui si rifrange moltiplicandosi in frammenti il torrione sud - est, ideata da Alfredo Pirri; le enormi teste di un Gandhi in provocatoria versione militare, realizzate saldando vecchi utensili in acciaio dal giovane ma quotatissimo indiano Suboh Kupta; gli stendardi neri che ricoprono i tronchi di tre alte palme di Ben Vautier. Mentre promette capacità di concettuale trasfigurazione luminosa la lunga scritta colorata al neon di Maurizio Nannucci, che segna il bordo murario per settanta metri. Tra le installazioni realizzate apposta per Bari, cè anche la simbolica "Torre del silenzio" ispirata a suggestioni esoteriche federiciane di Marco Bagnoli; e le due enormi sfere bianche riempite di elio da parte di Maurizio Mochetti. In altri casi gli interventi sono stati invece riadattati ad hoc: come la proiezione di frasi sulla facciata principale che una delle più importanti artiste americane contemporanee, Jenny Holzer, ha riambientato "for Bari" in italiano. E ancora, il work in progress dellunico pugliese inserito, Francesco Schiavulli, che ha allestito qui una sintesi del suo percorso di inquietanti e poetiche macchine corporali. O la performance di paradossale esuberanza in cui Lara Favaretto, tra le più interessanti artiste italiane del momento, sparerà montagne di coriandoli da un precario e molto poco minaccioso cannone. Hanno valore di testimonianza, daltra parte, le tracce performative di due grandi artisti scomparsi, ossia la montagna di pneumatici del padre degli happenings Allan Kaprow, versione più tarda del notissimo environment "Yard" del 61. E i pali rossi contro cui nel 53 si scagliava con violenza Kazuo Shiraga, esponente del giapponese gruppo Gutaj. Di repertorio ma ricontestalizzate, infine, sono anche le suggestioni sonore del cherokee dAlaska Jimmy Durham e del pioniere della Body art e arte pubblica Vito Acconci; i lettoni impossibili di Luca Patella; il più recente video critico della brasiliana Maia Theresa Alves. Con la speranza che limpegno istituzionale per larte possa in futuro produrre esiti non effimeri, resta da vedere quale sarà la reazione dei baresi a questo "assedio" creativo al suo castello, che dovrà resistere fino al 16 maggio (info 347.404.01.40).
BARI - Intorno al castello svevo un assedio creativo da osservare dallalto
Da domani al 16 maggio, il Castello Svevo di Bari ospita la collettiva "Quindici installazioni" curata da Achille Bonito Oliva. La mostra mette in mostra opere di 15 artisti internazionali, senza uno specifico taglio critico e tematico. Le installazioni sono state scelte per essere viste "da sopra", con la location all'aperto e la possibilità di fruire dell'opera d'arte dall'alto. La mostra include opere di artisti come Alfredo Pirri, Suboh Kupta, Ben Vautier e Maurizio Nannucci, tra cui installazioni specifiche per Bari. La mostra è stata realizzata con il sostegno finanziario dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo