«Comune taccagno» CARAVAGGIO (Bergamo). Le offerte dei fedeli calano e il santuario è costretto a rivolgéersi alla provvidenza, poco divina, delle banche chiedendo un mutuo. Succede a Caravaggio: un tempio mariano tra i più frequentati tra i luoghi di culto d'Italia e due navate e una cupola da restaurare. Più la festa, imminente per il terzo centenario dell'incoronazione dell'effige della Madonna. Le casse porporine che piangono e il rettore don Gino Assensi che dal pubblico pulpito di un'assemblea lancia un j'accuse pesante - contro il Comune reo di non aver mosso un dito. E si scatena una tenzone alla Guareschi in salsa padana. «L'unica che ha risposto ai nostri appelli- ha tuonato il sacerdote - è stata la Fondazione Cariplo con 150 mila euro. Dobbiamo ancora affrontare 400 mila euro di spese. Abbiamo chiesto di accedere ai fondi dalla legge regionale 42 per l'adesione degli enti ecclesiastici all'8 sugli oneri di urbanizzazione, ma alla domanda presentata a maggio in Comune non abbiamo ottenuto risposta. Così siamo costretti ad accendere un mutuo». «Ma quale taccagneria s'infervora il sindaco leghista Giuseppe Prevedini - alla domanda di maggio non potevamo rispondere perché non sono ancora state evase le pratiche, il 2009 è appena finito, ci sono tempi tecnici da rispettare. Il rettore doveva proprio evitare una simile provocazione».
Santuario di Caravaggio. Restauri, il rettore del santuario:
Il santuario di Caravaggio, in Bergamo, è costretto a chiedere un mutuo di 400 mila euro per restaurare le navate e la cupola. La chiesa ha già ricevuto 150 mila euro dalla Fondazione Cariplo. Il rettore ha lanciato un j'accuse contro il Comune, accusandolo di non aver mosso un dito per aiutare il santuario. Il sindaco Giuseppe Prevedini ha risposto che non poteva rispondere alla domanda di aiuto perché non erano ancora state evase le pratiche. Il rettore ha evitato di lanciare un simile attacco pubblico. Il santuario è uno dei più frequentati luoghi di culto d'Italia.
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