A Roma i Farnese, a Miami gli etruschi. L'exploit di Civita Gli Etruschi «esportati» negli States, con una mostra aperta da oggi a Miami. A fine anno i Farnese «messi in scena» a Roma, nel palazzo che ne porta il nome, lo stesso del secondo atto della Tosca e dove ha sede l'ambasciata di Francia. Poi, rassegne in tutta Italia, da Assisi a Perugia, da Reggio, Calabria a Verona. È il menù 2010 del Gruppo Civita, 1'Associazione no profit di aziende, enti pubblici di ricerca e università riuniti col motto «promuovere la cultura». Da cui nel 1999 è nata Civita Servizi, con interventi di gestione e organizzazione sul territorio nazionale. Una fabbrica di eventi. Dal 2008 ne tiene operativamente il timone Albino Ruberti, il segretario. Un quarantaduenne schivo. Ma instancabile organizzatore. Aveva nel dna il lavoro che fa: saldare Bel Paese e produttività. «Già, appena laureato in economia feci un colloquio con Gianfranco Imperatori, fondatore di Civita. Beh, cominciai a occuparmi dei conti. Poi sono cresciuto seguendo passo passo imperatori nell'evoluzione dell'Associazione». Ricerche, convegni. Ma anche ciò che i cittadini toccano con mano. Mostre, musei. Ieri la Centrale Montemartini ha inaugurato nuovi sazi. Da lì cominciò l'exploit di Civita. "Si stavano restaurando i Capitolini e nella riorganizzazione delle collezioni la Sovrintendenza trasferì lì sculture di Roma antica. Pezzi d'archeologia nell'azienda dismessa. Poi Acea, associata con Civita, ci chiese di gestire la Centrale trasformandola in contenitore d'arte. Passammo così dalla fase di elaborazione sui beni culturali a quella attuativa». È andata bene. "Ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto. Era stata appena varata la legge Ronchey. Scardinava l'immobilismo dei beni culturali. Prevedeva servizi aggiuntivi in musei e siti archeologici. Poneva le basi per la collaborazione pubblico-privato". Civita ha colto al balzo l'opportunità. "I1 suo primo atout è stata l'originalità: un'associazione di imprese con personalità giuridica, la saldatura tra economia e cultura. Poi, la capacità di dimostrare subito che il gemellaggio era possibile". Come? "Per esempio il binomio luce-monumenti. Ecco i primi esperimenti di Civita e Acea; poi diventati definitivi. Oggi non sono più al buio i Mercati di Traiano. E la primavera scorsa l'illuminazione ai Fori promossa dalle istituzioni è stata un boom". Che cosa ha imparato, in questi 15 anni? "Che la cultura è una leva per lo sviluppo economico e sociale". Che cosa manca, invece? "Le risorse. Allora bisogna coinvolgere i cittadini. Usando di più la leva fiscale, agevolando le donazioni, rendendone trasparente l'utilizzazione, favorendo meglio la collaborazione pubblica-privata». Un ritornello vecchio. "Ma alcuni temi sono ancora tabù. Nei musei sono gestiti da privati la biglietteria, la didattica, la caffetteria, i gadget. Gioverebbe lo fossero anche la custodia e l'organizzazione culturale". Tocca un tema incandescente. "I custodi in organico devono continuare a lavorare. Ma le sovrintendenze sono in difficoltà, perché manca il turn over. O lo Stato assume o bisogna pensare, nel medio-lungo termine, a privatizzare anche la guardiania La parola d'ordine è superare gli steccati. Stato ed enti locali devono collaborare. E il mecenate, chi investe in cultura, vuole contribuire con progetti propri". Parliamo di Roma C'è attenzione a1 contemporaneo". "Giusto. Sono lievitati luoghi e iniziative: la Pelanda, la Galleria Gagosian, la Fiera dell'arte con temporanea..Il Macro è cresciuto, il Maxxi è realtà. Certo, il contemporaneo non aggrega visitatori come Caravaggio. Ma la Capitale deve tendere, al primato anche in questo comparto". Che voto le dà? "Più che gli eventi manca il coordinamento. Un esempio di successo è stata la Roma Pass, la card che permette di fruire dell'intera offerta museale; tanto apprezzata nel 2009 da crescere del 30: Un'idea banale, ma vincente. Realizzata anche qui mettendo d'accordo i vari protagonisti. In questo può giocare un ruolo importante l'amministrazione comunale. E i fondi per Roma Capitale permetteranno un nuovo salto di qualità.
Ruberti (Civita): Più privato per fabbricare eventi
L'Associazione Civita, fondata nel 1999, ha realizzato un'esplosione di successo con la creazione di mostre e eventi culturali in tutta Italia. Il suo direttore, Albino Ruberti, spiega che l'associazione ha colto l'opportunità di collaborare con aziende e enti pubblici per promuovere la cultura e lo sviluppo economico e sociale. Ruberti menziona come esempio il binomio luce-monumenti, che ha portato a illuminare i Mercati di Traiano e i Fori di Roma. L'associazione ha anche lavorato per superare gli steccati tra Stato, enti locali e privati, e ha promosso l'idea di un coordinamento degli eventi culturali a Roma.
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