Il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi ha nominato l'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi «consigliere personale per le acquisizioni di opere d'arte da parte del ministero". Il critico d'arte si avvarrà della facoltà di indicare nomi da inserire nelle raccolte museali, ma Sgarbi difficilmente saprà resistere alla tentazione di limitare la sua competenza (ed esuberanza) a un semplice molo di colto suggeritore. Proprio nel giorno precedente, era stato presentato dal sottosegretario Francesco Giro, nella Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, il catalogo di mezzo secolo di acquisti da parte della stessa Gnam e del Maxxi. Iniziativa che era stata preceduta dalle polemiche, animate dallo stesso Sgarbi, riguardanti il valore delle ultime opere comprate con i fondi pubblici. La mossa di Bondi ha l'obiettivo di porre fine alle polemiche sulla qualità dei lavori di arte contemporanea, puntando l'attenzione del ministero sugli autori italiani che magari sono stati esclusi dal mercato internazionale, ma che meritano una valorizzazione museale. Con meno installazioni e più quadri da inserire nelle collezioni del Maxxi: porte sbarrate quindi in futuro per GilbertGeorge, Bruna Esposito e Stefania Calegati, per dare spazio invece a Alberto Sughi, Riccardo Tommasi Ferroni e Moreno Bondi. E ora per il presidente della fondazione Mani, Pio Baldi, il ruolo di Sgarbi potrebbe apparire come quello di un consigliere d'amministrazione dell'istituzione culturale.