Per il governo in carica la riflessione sul territorio, sul paesaggio e, quindi, sullessenza fisica del Paese, è fatta di forma, non di sostanza. È un problema di forma, infatti, la motivazione con cui 14 senatori hanno giustificato il disegno di legge, prossimo allapprovazione, che riapre i termini del condono edilizio e lo estende alle aree a vincolo paesistico e agli abusi gravi. Il problema formale riguarda il fatto che, secondo questi senatori, i cittadini della Campania e, in parte, delle Marche e dellEmilia Romagna, sono discriminati perché le loro Regioni avrebbero disciplinato la materia restringendo troppo le possibilità di accesso al condono. Si tratterebbe, quindi, di sanare un iniquo formalismo normativo, senza pensare alla ratio di quelle scelte di tutela, dettate da condizioni paesaggistiche deccezione e che fanno riferimento alla "sostanza" di territori, soprattutto quelli campani, la cui aggressione è già sufficientemente certificata da ogni tipo di statistica. La proposta, populista, poco argomentata, senza scenari di riferimento e certamente lontana da quanto lEuropa continua suggerire in materia (vedi i rapporti dellAgenzia europea dellambiente), sarà spacciata come una soluzione "politica" allo stallo causato dalla recente ondata di abbattimenti, messa in campo, con già colpevole ritardo, dalle Procure. Si parlerà, riproducendo le stesse panzane poste alla base del piano-casa, di "risposte" al problema abitativo, di giovani coppie, di nuclei familiari a basso reddito e altre locuzioni di comodo utilizzate da anni, da una classe dirigente che non si sa inventare altro, come grimaldelli per far passare pasticci normativi a spese della risorsa paesaggio e che nessun Paese europeo si prenderebbe la briga di proporre. Basterebbe citare qualche dato per far crollare le piccole argomentazioni messe a sostegno della dabbenaggine di queste proposte. Di tutta la massa delledilizia abusiva Campana, circa il 20 per cento di tutto il costruito, stime attendibili attestano attorno al 30 quello effettivamente prodotto da necessità o da esigenze in qualche modo non procrastinabili (esigenze, ovviamente, anchesse prodotte dallassenza di vere politiche abitative e di sostegno integrato alle fasce di cittadini in difficoltà), il restante 70 è costituito da seconde case, case-vacanza, speculazioni immobiliari spicciole, grandi alberghi, attrezzature balneari, ristoranti, investimenti di gruppi e società legate alla criminalità organizzata e così via. Lincredibile fascia costiera in parte semi abbandonata che da Giugliano arriva fin quasi ai confini con il Lazio è lì a testimoniare, in tutto il suo degrado, cosa diventa un paesaggio di eccezione consegnato alla speculazione, allabusivismo, alla violenza al territorio, allassenza di norme o a norme accomodanti o, ancora, a politiche che continuano a strizzare locchio al potere criminale facendo finta di fornire occasioni a chi è in difficoltà. Annunciando di correggere la "forma" della norma, che non sarebbe la stessa in tutta Italia, si tenta, quindi, di equiparare surrettiziamente casi sostanzialmente diversi, ficcandoci dentro realtà differenti (labusivismo edilizio in Emilia Romagna è circa il 3 per cento del costruito, nelle Marche è meno del 2) consegnando i territori a una deregulation senza limiti che nemmeno nei Paesi del Centro America è più utilizzata, perché non conviene a nessuno, tantomeno alle fasce economicamente più deboli. I temi del paesaggio e la gestione del territorio (oramai si può tirare qualche somma) sono stati tra le politiche più eminentemente fallimentari del governo regionale uscente. È corretto, in piena campagna elettorale, attendersi su questo tema indicazioni precise e non solo comode réclame? O il terreno è troppo scivoloso e troppo esposto alla demagogia per avanzare proposte costruttive e non ambigue? Il dibattito aperto su questo giornale sullesigenza di avanzare proposte politico-culturali sul centro storico di Napoli è utile, ma ancora più utile sarebbe inquadrarlo in uno scenario più ampio, fatto di politiche urbane, pianificazioni e finanziamenti coerenti e leggi chiare che dicano se la difesa del paesaggio e dei tessuti urbani di pregio è una priorità, anche per leconomia, oppure un fastidioso retaggio da sacrificare in nome di un altro tipo e di unaltra visione di sviluppo.
PAESAGGIO E POTERE CRIMINALE - Il paesaggio consegnato al potere criminale
Il governo in carica ha proposto un disegno di legge che riapre i termini del condono edilizio e lo estende alle aree a vincolo paesistico e agli abusi gravi. I senatori hanno giustificato la proposta con l'idea di sanare un iniquo formalismo normativo, ma molti esperti sostengono che la proposta è poco argomentata e non tiene conto della "sostanza" del territorio. Il condono edilizio è stato utilizzato per costruire case-vacanza e speculazioni immobiliari, e non per risolvere il problema dell'edilizia abusiva. La proposta del governo è stata criticata per essere populista e per non tenere conto della realtà del paesaggio e della gestione del territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo