altra italia Aperta dopo anni di polemiche, l'opera di Oscar Niemeyer rimane chiusa. Annullato il programma invernale del Festival per una lite su alcune nomine tra il comune e la Fondazione presieduta dal sociologo De Masi. Risultati: le cinque orchestre internazionali invitate suoneranno a Napoli Ravello SENZA MUSICA L'AUDITORIUM INAUGURATO E SUBITO CHIUSO AL PUBBLICO RAVELLO (SALERNO) Inaugurato e chiuso nel giro di una settimana. Se consideriamo che ci sono voluti dieci anni per costruirlo, l'Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello sembra la sintesi del sistema-paese. Il 29 gennaio scorso aveva aperto le porte al pubblico mostrando il lavoro ideato dall'architetto brasiliano classe 1907: quattrocento posti a sedere, 107 posti auto, un costo di 18,5 milioni di euro (presi dai fondi europei), sale di registrazione, sale prove, camerini, un palco di 167 metri quadrati, il tutto a strapiombo sullo scenario della costiera amalfitana, pronto per accogliere il Festival di Ravello in versione summer ma voluto dal presidente dell'omonima fondazione, il sociologo Domenico De Masi, soprattutto per destagionalizzare l'offerta turistica. Perciò il 20 febbraio doveva partire la versione winter della kermesse: ogni sabato, fino all'arrivo della primavera, un evento a cavallo tra musica, teatro e gastronomia tipica. Evento finanziato dall'assessorato regionale all'agricoltura con 300mila euro. E invece il cinque febbraio il sindaco della cittadina, Paolo Imperato, blocca tutto annunciando che manca l'agibilità alla struttura, rendendo la decisione definitiva con un fax sette giorni dopo. Ai problemi tecnici però non crede nessuno, tutti a Ravello sanno che si sta consumando un braccio di ferro tra fondazione e amministrazione comunale, il cui primo risultato è perdere la rassegna invernale. «Finirà a Napoli, la regione è napolicentrica» tuona il primo cittadino, ma in regione convocano una conferenza stampa per annunciare le nuove sedi in costiera, Minori e Sorrento, una soluzione trovata in corso d'opera per non perdere i soldi già spesi per invitare le cinque orchestre internazionali previste nella prima parte del cartellone (con l'inaugurazione slittata al 27 febbraio prossimo). Un braccio di ferro che comincia con la posizione da occupare nella gerenza della rassegna e finisce con il tema delle poltrone da assegnare. «Il Comune non ha accettato le nostre condizioni, indispensabili per organizzare l'evento» si difende De Masi che chiede il riconoscimento dell'ideazione del progetto. «Voleva ridurre il Comune a un titolo di coda, invece noi abbiamo il diritto di essere protagonisti insieme con la Regione» ribatte Imparato e rilancia: «Senza tener conto degli incontri intercorsi nei giorni scorsi, De Masi attraverso una mail ha rivendicato il ruolo ideativo, organizzativo e soprattutto direttivo della kermesse nella sua totalità. Io non ci sto. L'auditorium Niemeyer appartiene al Comune, non si può essere ospiti in casa propria». Ma la battaglia sembra ruotare soprattutto attorno alle nomine del nuovo segretario generale della Fondazione Ravello, dei direttori di Villa Rufolo, di Villa Episcopio e dello stesso auditorium. Alla base di tutto ci sarebbe, cioè, l'insanabile conflitto tra il vicesindaco, Salvatore Di Martino, e l'ex primo cittadino Secondo Amalfitano, attualmente direttore di Villa Rufolo per incarico della Fondazione. «Il sindaco Imparato - chiarisce De Masi - ha firmato un protocollo d'intesa in cui cedeva l'auditorium alla nostra gestione a determinate condizioni. Ma avevano anche chiesto la testa dell'ex sindaco Secondo Amalfitano da direttore di Villa Rufolo. L'abbiamo detto al consiglio di indirizzo, 14 persone tra cui il ministro Brunetta, e la cosa è parsa assurda». Sullo sfondo il ruolo da avere nella sala macchine della rassegna estiva, divenuta una delle più prestigiose in Italia: «La Fondazione Ravello - prosegue De Masi - è pubblico-privata e si regge con i soldi di Regione (350 mila euro annui), Provincia (260 mila) e Monte dei Paschi di Siena (un milione di euro). Il Comune mette 10 mila euro, come si fa a dire agli altri che vuole decidere tutto lui?». L'auditorium costa 750 mila euro all'anno, per il 2010 si registra già la perdita del Winter festival, più tre convention da mille persone annullate, se non verrà approvato il comodato d'uso svanirà anche un milione e mezzo di euro per la gestione. «Mi sembra una follia meridionale» è la conclusione del sociologo. A Ravello il Winter festival potranno osservarlo dall'alto, accanto all'auditorium chiuso che il sindaco promette di riaprire massimo tra tre mesi, possibilmente senza De Masi. In municipio, infatti, starebbero valutando la possibilità di gestire l'auditorium con una società in house, uscendo definitivamente dalla fondazione. «Per come stiamo messi, i margini per tornare indietro sono pressoché prossimi allo zero - è l'opinione del sindaco Imperato - uno sforzo politico va fatto per chiedere che questo milione e 500 mila euro per lo start up siano dirottati verso il comune, che li gestirà eventualmente attraverso la società in house». L'altra ipotesi messa sul piatto dal primo cittadino è la vendita del bene sul mercato. Ago della bilancia la regione, a poche settimane dal voto.
SALERNO prov. - Ravello. L'Auditorium inaugurato e subito chiuso al pubblico
L'Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello, inaugurato il 29 gennaio, è stato chiuso al pubblico il 5 febbraio a causa di una lite tra il Comune e la Fondazione Ravello, presieduta dal sociologo Domenico De Masi. Il sindaco Paolo Imperato ha bloccato il programma invernale del Festival di Ravello, che doveva partire il 20 febbraio, a causa di problemi tecnici e di abilità alla struttura. La Fondazione ha accusato il Comune di non aver rispettato le condizioni per l'uso dell'auditorium, mentre il sindaco ha affermato che la struttura non è abilitata per ospitare eventi.
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