Si punta sugli splendori del passato per attrarre sempre più vacanzieri Conclusi i lavori di recupero tour esplorativo guidato dall'archeologa Maria Grazia Celuzza ORBETELLO. Si afferma sempre più il turismo culturale ed archeologico nell'area lagunare. Alla prova data dall'amministrazione comunale di mantenere gratuito l'ingresso ai musei, si affianca la rassegna "Sotto i platani della Parrina" che, dopo gli incontri letterari, si dedica oggi proprio all'archeologia con una visita guidata a Cosa. L'antica città romana con il Frontone (quando è presente) si pone come la testimonianza più interessante nel Comune orbetellano. Un sito da tutelare, tanto che si è deciso, dopo dieci anni di tentativi ed ostacoli difficile da superare, di restaurarne la cinta muraria, in modo da permettere un giro unico degli scavi, da Porta Romana a Porta Fiorentina per accedere all'acropoli ed al museo. Un tour eccezione che sarà organizzato oggi con una guida altrettanto di eccezione, la dottoressa Maria Grazia Celuzza, direttore del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma di Grosseto. Per conoscere dal vivo tutto dei resti romani basterà prendere il pullman dalla Parrina alle 15 (il costo è di 10 euro) e raggiungere il sito di cui la dottoressa Celuzza svelerà tutti i "segreti" racchiusi dentro le imponenti mura i cui blocchi sono stati appena smontati, riparati e ripristinati con il supporto delle più moderne tecnologie. Tappe obbligate saranno, ad esempio, il capitolium, il foro ed il museo che custodisce i reperti rinvenuti durante gli scavi. La collina di Ansedonia si animerà così di una comitiva altrimenti impensabile in questo periodo che precede la Pasqua. Un periodo, peraltro, ancora freddo che non invita certo alle passeggiate sul mare. Ecco, proprio qui sta la forza del turismo archeologico, nell'assenza di limiti temporali che fa respirare l'conomia per tutto l'anno. Tanto più che la giornata odierna proseguirà alle 18 nella muccheria della Parrina con la spiegazione, sempre da parte della Celuzza, degli sviluppi degli scavi archeologici locali, intensi al tempo di Leopoldo di Lorena ed in seguito conseguenti ad altri progetti. Ed alle 20, tutti a tavola per la "Cena romana".