"Con lo stop al cantiere impossibile finire lopera entro il 2011" Il Tar annulla la gara dellAuditorium. "Il governo risarcisca limpresa arrivata seconda" I giudici amministrativi del Lazio accolgono il ricorso. Ma i lavori non si fermano FIRENZE - Stop al Nuovo Parco della Musica di Firenze, una delle opere per la celebrazione dei 150 anni dellUnità dItalia finite al centro delle indagini sulla "cricca" della Ferratella. Il Tar del Lazio ha annullato tutti gli atti della gara dappalto. I magistrati amministrativi hanno depositato il dispositivo della sentenza laltro ieri. Non si conoscono ancora le motivazioni, ma che quella fosse stata una gara a rischio risulta dalle intercettazioni della procura di Firenze. Il Tar ha condannato la struttura di missione per le celebrazioni presso la presidenza del Consiglio a risarcire limpresa ricorrente, la Gia.Fi di Valerio Carducci, che presentava un progetto dellarchitetto Marco Casamonti e si era classificata al secondo posto dopo la Sac-Igit degli imprenditori Cerasi e Ciolfi, con il progetto dellarchitetto Paolo Desideri. Lo stesso tribunale il 16 aprile 2008, con la decisione di un collegio presieduto dallallora presidente Pasquale De Lise, in rapporti con il capo della struttura di missione Angelo Balducci, aveva negato la sospensiva. De Lise è divenuto nel frattempo presidente del Consiglio di Stato e la decisione sul merito è stata assunta da un diverso collegio. Dalle infuocate conversazioni che si intrecciano a partire dal 28 dicembre 2007, data in cui i concorrenti (fra cui la Baldassini Tognozzi Pontello, arrivata terza con un progetto di Arata Isozaki) hanno notizia della vittoria della Sac-Igit di Roma, si apprende che Carducci, furibondo, intende fare ricorso al Tar. Gara truccata, giurano gli sconfitti, secondo i quali i Cerasi sarebbero stati sponsorizzati da Veltroni e da Rutelli. Carducci è fuori di sé con Angelo Balducci, allepoca capo della struttura della Ferratella. «Come uomo, come persona, mi sono sentito ancora una volta tradito da un amico», dichiara, mentre Fabio De Santis tenta disperatamente di ridurlo a più miti obiettivi. «Con tutto quello che ha preso nella vita sua...», confida a un collega. Carducci è irremovibile e a De Santis annuncia: «Quando leggi il ricorso tu vedrai quello che cè scritto, è una cosa pesantissima». De Santis poi riuscirà a rimettere in piedi il rapporto con Balducci. Gia.Fi si consolerà con un appalto alla Maddalena. Ma il ricorso è andato avanti. Che cosa accadrà ora dei lavori è difficile dirlo, dato che il Tar ha annullato tutti gli atti della gara. «Se per caso si dovesse fermare il cantiere, lobiettivo di completare lopera per il 2011, in coincidenza con le celebrazioni dei 150 anni dellUnità dItalia, salterebbe», dice il commissario del governo per il Nuovo Parco della Musica di Firenze, Elisabetta Fabbri. Ma la decisione avrebbe effetti ancora più gravi: «Attendo istruzioni dalla presidenza del consiglio. Noto che annullare tutti gli atti di questa gara potrebbe significare mettere in discussione anche la realizzazione delle altre opere per la stessa celebrazione, poiché tutti i bandi sono stati concepiti in modo praticamente uguale». Per il progettista Paolo Desideri, «limpresa farà subito appello al Consiglio di Stato. I lavori non si sono fermati, tanto è vero che tre betoniere laltra sera stavano gettando. Insomma, cè tutta lintenzione di portare avanti il progetto». Anche lo Stato impugnerà la sentenza. Esiste tuttavia anche un problema di finanziamento dellopera, i cui costi sono triplicati rispetto alla base dasta di 82 milioni di euro. Il progetto di Sac-Igit fu scelto nel 2007 da una commissione tecnica presieduta da Salvo Nastasi, attuale capo di gabinetto del ministro dei beni culturali Sandro Bondi. Grazie a un ribasso del 15, lopera fu appaltata a poco meno di 70 milioni. Poi però le modifiche tecniche richieste in conferenza dei servizi hanno fatto volare i costi a 156 milioni, con una previsione di spesa di ulteriori 80 milioni.