È quasi unapparizione, quando la bellissima Venere di Bronzino esce dalla cassa in cui è arrivata dallo Szépmuvészti Museum di Budapest. È la prima volta che lascia il museo. Una concessione a Firenze, anzi uno scambio: «Due anni fa gli abbiamo mandato la mostra Splendore dei Medici, e ora saremo noi a curarne il restauro» spiega la soprintendente Cristina Acidini. La Venere, Cupido, due amorini e la Gelosia dopo un primo intervento, sarà esposta dal 24 settembre a Palazzo Strozzi per la mostra Bronzino, artista e poeta (56 dipinti dellartista) e quindi tornerà in restauro allOpificio. Nel laboratorio sono invece già in restauro altre due opere dellartista: il Cristo Crocifisso, arrivato da Nizza, prima attribuito ad anonimo e da pochi mesi riconosciuto come opera di Bronzino da Carlo Falciani (uno dei curatori della mostra) e Philippe Costamagna. «Il dipinto citato da Vasari e ripreso da Allori, fu commissionato per Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi, ed è datato intorno al 1540-1545» osserva Falciani. Laltra opera, da due anni in restauro, Doppio ritratto del nano Morgante (1553): un davanti e un retro del nano dopo la caccia, che ha già perduto pampini e calice, tutte ridipinture.
FIRENZE - Il capolavoro da Budapest alla mostra su Bronzino. Ecco la bella "Venere" sarà anche restaurata
È quasi unapparizione, quando la bellissima Venere di Bronzino esce dalla cassa in cui è arrivata dallo Szépmuvészti Museum di Budapest. È la prima volta che lascia il museo. Una concessione a Firenze, anzi uno scambio: Due anni fa gli abbiamo mandato la mostra Splendore dei Medici, e ora saremo noi a curarne il restauro spiega la soprintendente Cristina Acidini. La Venere, Cupido, due amorini e la Gelosia dopo un primo intervento, sarà esposta dal 24 settembre a Palazzo Strozzi per la mostra Bronzino, artista e poeta (56 dipinti dellartista) e quindi tornerà in restauro allOpificio. Nel laboratorio sono invece già in restauro altre due opere dellartista: il Cristo Crocifisso, arrivato da Nizza, prima attribuito ad anonimo e da pochi mesi riconosciuto come opera di Bronzino da Carlo Falciani (uno dei curatori della mostra) e Philippe Costamagna. Il dipinto citato da Vasari e ripreso da Allori, fu commissionato per Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi, ed è datato intorno al 1540-1545 osserva Falciani. Laltra opera, da due anni in restauro, Doppio ritratto del nano Morgante (1553): un davanti e un retro del nano dopo la caccia, che ha già perduto pampini e calice, tutte ridipinture.
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