È stato Raffaello per primo nel 1519 a scrivere in una lettera a Papa Leone X di essere preoccupato per la conservazione di edifici e templi antichi a Roma. Fu sempre il pittore a essere nominato primo «Conservatore della secolare gloria di Roma». Da allora la legislazione In materfa di tutela dei beni archeologici è molto cambiata. Nel 1909. la tutela del patrimonio nazionale cominciò a essere esercitata in modo capillare attraverso le Sopritendenze, una rete di enti locali capaci di mantenere il controllo su tutto il territorio nazionale. La legge n. 1089 del 1 giugno 1939 ha allargato la tutela delle Soprintendenze a tipologie di beni prima non contemplate: quelli di interesse artistico, storico, archeologico, etnografico, paleontologico, preistorico, numismatico, i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, i libri, le stampe, gli incunaboli (i primi stampati), le incisioni, le ville, i parchi e i giardini di interesse storico. Oggi l'intera materia è regolata dal decreto legislativo n. 490 del '99, testo unico in materia di beni culturali e ambientali, che allunga l'elenco dei beni sottoposti a tutela anche a fotografie, collezioni e biblioteche dello Stato.