Una nuova proposta per la «riemersione dei beni culturali precedenti al 476 d.C.» ha provocato polemiche e ha riproposto il dibattito che si è succeduto negli anni recenti roma. Ciclicamente puntuali arrivano i progetti di legge per la sanatoria dei beni archeologici illecitamente detenuti da privati. Da ultima, nel settembre 2009, è stata avanzata la proposta di ordine del giorno di «valutare la possibilità di definire con la massima sollecitudine iniziative per la riemersione dei beni culturali precedenti al 476 d.C. in possesso di privati» (All. A, sed. n. 223, 30 settembre 2009; A.C. 2.714, 92.7147). Ma occorre fare qualche passo indietro per capire entro quale serie di iniziative si inserisce questa proposta. 2004: il nodo del «silenzio-assenso» Nel luglio 2004, pochi mesi dopo l'entrata in vigore del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (il «Codice Urbani», in vigore dal primo maggio 2004, Ndr), è stata presentata la prima proposta in merito (Pdl 5119, «Censimento, cessione in proprietà e circolazione di beni mobili di interesse artistico, storico, archeologico e etnoantropologico di proprietà privata», 6 luglio 2004). Essa prevede che i detentori diventino proprietari del bene a seguito di denuncia e pagamento del 10 del suo valore. ... (il testo integrale è disponibile per gli abbonati)