VENEZIA Saranno i registi statunitensi Quentin Tarantino e Joe Dante a tenere a battesimo a settembre, nel corso della 61ma Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, «Italian kings of thè Bs - Storia segreta del cinema italiano», un progetto di recupero, restauro e riscoperta (attraverso la ristampa e una nuova distribuzione nelle sale) del cinema italiano degli anni '50, '60 e 70 dimenticato, invisibile, sconosciuto o misconosciuto, che ha dato un grande impulso alla cinematografia nazionale ed internazionale. Un progetto - presentato ieri a Venezia a Palazzo Querini Dobois, sede della Biennale, alla presenza del presidente Davide Croff e del direttore della mostra del cinema, Marco Muller, di Miuccia Prada e Germano Celant, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione che porta il nome della stilista - che la Fondazione Biennale di Venezia condivide con la Fondazione Prada di Milano. Ma che si avvale del contributo del ministero dei Beni culturali, della Cineteca nazionale del Centro sperimentale di cinematografia-Scuola nazionale di cinema, della Cineteca italiana di Milano, della Cineteca del Friu-li di Gemona e del Centro espressioni cinematografiche di Udine. «Quella che nasce con la 61ma mostra del cinema non è una retrospettiva - ha spiegato Marco Miiller nel corso della presentazione del progetto -è l'apertura di un cantiere per il recupero sistematico di opere cinematografiche che hanno fatto la storia "segreta" del cinema italiano». La rassegna dovrebbe presentare 20 B-mo-vies, a cominciare da «I fratelli dinamite» di Toni e Nino Pa-got, che aprì la mostra de] 1949. Curato da Marco Giusti e Luca Rea, «Italian kings oi thè Bs» vedrà a Venezia, accanto a Tarantino e Dante, i registi Sergio Sollima, Umberto Lenzi, Sergio Martino, Lamberto Bava, così come molti degli attori, sceneggiatori, scenografi e direttori della fotografia dei film presentati. «Quanto a Tarantino - ha precisato Mùller - questi verrà a Venezia per tutta la durata del festival da spettatore, il regista è un grande amatore del cinema italiano di genere, in particolare di Fernando Di Leo, ma ci aprirà la sua valigia per estrarre dei 35 mm con cui mandare in proiezione delle "notti Tarantino"». «Aspettavo da tutta una vita di poter lavorare con il cinema». Miuccia Prada ha commentato così l'accordo per il recupero e il restauro dei film del cinema di genere italiano. La stilista non nasconde che il cinema è forse la sua prima passione, forse più della stessa arte contemporanea a cui in questi anni la Fondazione ha dedicato molte risorse realizzando mostre e installazioni di carattere internazionale.
II recupero del cinema italiano parte da Venezia. Con i soldi di Prada
La Fondazione Biennale di Venezia e la Fondazione Prada di Milano hanno presentato a Palazzo Querini Dobois, sede della Biennale, un progetto di recupero, restauro e riscoperta del cinema italiano degli anni '50, '60 e '70. Il progetto, chiamato "Italian kings of thè Bs", sarà presentato alla 61ma Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il progetto sarà curato da Marco Giusti e Luca Rea e presenterà 20 B-movies, tra cui "I fratelli dinamite" di Toni e Nino Pagot. I registi Quentin Tarantino e Joe Dante saranno presenti al festival e Tarantino sarà anche uno spettatore.
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