Era stata costruita su una cisterna del 700 Lintervento della squadra della Regione guidata da Massimo Miglio. Un edificio di 300 metri Al futuro imperatore del Giappone è stato risparmiato lultimo scempio sullAppia antica: una bella cisterna del Settecento umiliata dal cemento armato. Il principe ereditario Narhuito è atteso nei prossimi giorni nel parco per una visita privata alla Regina Viarum. Vedrà forse la villa dei Quintili o quella dellimperatore Massenzio. Non vedrà certamente la villa di 300 metri quadri che nel giro di poche settimane è stata edificata nel verde di via dei Lugari 209. Sopra e a sfregio di una vasca per la raccolta delle acque piovane realizzata per irrigare questo lembo di Agro romano. Lo scempio, lultimo in ordine di tempo in unarea protetta da vincoli paesaggistici e archeologici, ma soggetta allattacco continuo di centinaia di costruzioni illegali, è stato abbattuto ieri allalba dalla squadra antiabusivismo della Regione Lazio, diretta da Massimo Miglio. Le benne sono state chiamate dallXI Municipio. E gli operai sono stati affiancati dai vigili urbani, dagli archeologi della Soprintendenza statale e dai guardiani dellente Parco: il team di istituzioni che lanno scorso ha stipulato un accordo per difendere lAppia dal cemento illegale. I lavori di demolizione andranno avanti anche oggi e domani. Oltre ai quattro pilastri in cemento armato che sorreggevano la copertura e alla sopraelevazione di un metro e mezzo del muro settecentesco (rovinato attraverso lapertura di 10 finestre e di una porta), cè da rimuovere il pavimento di cemento gettato sullerba, un ricovero per animali e una baracca di cantiere. Poi cè da realizzare "il ripristino dello stato dei luoghi", come previsto dallordine di demolizione. «Il tetto era stato coperto con una guaina ardesiata di colore verde, non una tinta qualsiasi - fa notare Miglio perché serve a mimetizzare labuso nella natura e a nasconderlo alle foto aeree. Una 'furbata molto frequente qui sullAppia». La proprietaria, unanziana vedova, ieri mattina ha accolto in lacrime le ruspe. Ha detto di non essere responsabile dellabuso e di aver avvertito da tempo ai carabinieri perché "qualcuno" stava costruendo sul suo terreno. Insieme alle demolizioni, sono partite così le indagini per verificare la sua denuncia e la possibilità che la donna sia stata vittima di un raggiro. «Siamo intervenuti con una procedura di massima urgenza - spiega il minisindaco Andrea Catarci (Sel) perché labuso presentava tutte le caratteristiche, come i lavori in corso dopera e la presenza di vincoli di inedificabilità assoluta, che ne permettono la demolizione immediata». È il primo abbattimento che lXI Municipio, dopo la campagna antiabusivismo del 2009, realizza da quando, un mese fa, sè dato un nuovo regolamento. Soddisfatto dei risultati ottenuti dalla squadra antiabusivismo della Regione, Esterino Montino: «Da quando labbiamo istituita nel giugno del 2009, sono stati demoliti 10mila metri cubi. Abbiamo fatto acquisizioni aree di parco pubblico per circa 5000 metri quadrati. Siamo invece preoccupati per gli altri parchi: Veio, la Marcigliana, Malafede e larea di Capocotta».