Como, 1 marzo 2010, la nuova passeggiata sul Lungolago senza il muro vista dalla digaAl posto della pietra pregiata ora spiccano pannelli prefabbricati. Capsoni: «Scelta folle» C'era una volta una parete lunga oltre 150 metri, da piazza Cavour ai giardini a lago, che aveva una peculiarità ben precisa. Era interamente rivestita con la più pregiata delle pietre locali, il celebre sasso di Moltrasio. Il punto migliore da cui si poteva notare l'impatto dell'ormai raro materiale era il migliore in assoluto per ammirare lo skyline di Como: il primo bacino, specialmente all'altezza della diga foranea. Naturalmente, una volta che il cantiere per le paratie sarà concluso, il profilo della città si potrà ammirare esattamente come prima. Ciò che però non sarà più come un tempo sarà l'aspetto del muro di sostegno alla futura passeggiata. Dove un tempo troneggiava il sasso di Moltrasio, infatti, svetteranno per i prossimi decenni i pannelli prefabbricati e rivestiti con una ben meno nobile pietra. E la pietra locale? Seppellita sotto tonnellate di cemento. Vediamo perché. Il punto di partenza per ogni ragionamento è uno solo: l'allargamento verso il lago della vecchia passeggiata di una decina abbondante di metri. Un'operazione che - sventura del muro a parte - a lavori finiti dovrebbe rappresentare il vero fiore all'occhiello di tutto il cantiere, consegnando a turisti e residenti in città un lungolago largo circa 20 metri. Ebbene, almeno fino al 2005 - cioè fino a quando i tre progettisti originari delle paratie non vennero esautorati dal Comune - l'idea di massima era staccare e restaurare i lastroni in sasso di Moltrasio dalla vecchia facciata a lago per rivestire poi la nuova parete. L'obiettivo era non buttare in discarica centinaia di metri quadrati dell'antica pietra. Le cose, però, sono poi cambiate piuttosto in fretta. Da un lato perché la stessa impresa che si aggiudicò l'appalto per le paratie valutò come troppo onerosa e dispendiosa l'opera di salvataggio e ricollocazione sulla nuova parete del sasso di Moltrasio. E inoltre, nel corso degli anni, sono pure maturati forti dubbi sulla disponibilità di pietra pregiata da impiegare laddove non fossero bastati i lastroni antichi eventualmente recuperati. Da qui a dire addio a 150 metri lineari di sasso di Moltrasio, il passo è stato breve. «La decisione - hanno infatti fatto sapere dal Comune di Como - è stata di costruire il prolungamento della passeggiata appoggiando la nuova opera direttamente sulla facciata antica. A quel punto, tentare il recupero del sasso di Moltrasio era inutile, dunque la vecchia parete è stata mantenuta in loco e ricoperta». Di cemento. Per l'architetto Fulvio Capsoni, presidente della Commissione Paesaggio di Palazzo Cernezzi, è stato un colpo al cuore. «Mi sono battuto in ogni modo e in ogni sede per chiedere che anche la nuova facciata venisse rivestita con la pietra di Moltrasio - ha affermato - Mi sono state opposte ragioni di ogni tipo, dai costi eccessivi alla mancata reperibilità del materiale nelle cave di Como. Alla fine, sebbene io stesso avessi individuato una cava disposta a fornire la pietra, è stata fatta la scelta folle di rivestire il fronte lago con pannelli prefabbricati. Posso solo sperare che nel tratto da piazza Cavour a Sant'Agostino non accada la stessa cosa e si possano salvare i lastroni».