Tra Riesi e Sommatino un percorso multimediale e interattivo ricostruisce la vita nelle miniere di zolfo Anche foto e minerali in mostra Immerso in un altopiano isolato, tagliato in due dal fiume Salso, è tornato a vivere un pezzo importante della storia delle miniere di zolfo di Sicilia. È il Museo delle solfare di Trabia-Tallarita, primo lotto di una vasta operazione di recupero di un sito di archeologia industriale di sei mila metri quadrati appena inaugurato dalla soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta nellarea dellex centrale elettrica Palladio (al chilometro 24, sulla statale che collega Riesi e Sommatino). Acquisito nel 2003 dal demanio regionale e restaurato in 5 anni di lavori, questo altopiano gessoso-solfifero nel cuore della Sicilia era tra i più grandi dEuropa e ricadeva in origine tra il feudo dei Trabia e quello dei Pignatelli Fuentes. Un luogo che ancora oggi racconta lattività estrattiva dello zolfo nellIsola, che nel 1905 rappresentava in Sicilia il 91 per cento della produzione mondiale, anche se per realizzarla fu impiegato il lavoro disumano di uomini e soprattutto dei «carusi», i ragazzini che estraevano il minerale dalle viscere della terra e lo trasportavano, per portarlo alla fusione, per chilometri e chilometri. Allinizio del XX secolo, la Trabia-Tallarita era una delle miniere più importanti della Sicilia, con il 12 per cento della produzione dellIsola. Ma cominciava negli stessi anni anche la concorrenza americana, che segnò per lo zolfo siciliano linizio della crisi, fino allabbandono allinizio degli anni Sessanta. «Oggi a restituire il passato della miniera Trabia-Tallarita è un percorso multimediale, didattico e interattivo - spiega Alessandro Ferrara, curatore del museo - che consente di ripercorrere la vita mineraria, le condizioni di lavoro, gli spazi e i suoni delle macchine attraverso effetti sonori e proiezioni in 3D». Dalla simulazione dellaccesso ai pozzi con le fermate nelle gallerie alle proiezioni che restituiscono la società di quel periodo, passando per la sezione scientifica. E ancora, una collezione di minerali rari, la ricostruzione delle strutture edili e industriali, la mostra di fotografie "Sùlfaro e sulfarari", installazioni contemporanee e i motori Tosi allesterno. Il museo si visita fino al 23 marzo dalle 8,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18, il sabato e la domenica solo la mattina (informazioni allo 0934 554968 o al 335 1041448). In zona il centro più interessante, a una dozzina di chilometri, è Mazzarino, bel paese barocco dove si può visitare il castello medievale, il duomo, la basilica di Maria Santissima del Mazzaro e la chiesa del convento dei Cappuccini.