LOrdine propone al sindaco una consultazione per sbloccare lo stallo: "Va bene, incontriamoci" LOrdine degli Architetti di Firenze propone al sindaco e assessore allurbanistica Matteo Renzi una consultazione per sbloccare la situazione di stallo in cui - a giudizio dei professionisti - versa da tempo la pianificazione urbana. Dopo lo shock dellinchiesta sullarea di Castello, gli arresti per lattività della Quadra Progetti e la frana in via Castelli, la nuova giunta, che pure è tenuta ad approvare il piano strutturale entro luglio per evitare il blocco edilizio in città, si è presa una pausa di riflessione per varare nuove regole. LOrdine degli Architetti, totalmente rinnovato, è daccordo, ma chiede una maggiore sollecitudine. «Dinanzi a una crisi economica che non risparmia la città e i suoi abitanti - scrive il presidente Antonio Bugatti - appare di tutta evidenza la difficoltà della Amministrazione da Lei presieduta ad indicare con la necessaria celerità un quadro di interventi urbanistici e normativi utili a superare le presenti condizioni. Ci sembra che la nuova Amministrazione di Firenze ancora non riesca a far prendere le mosse ad un quadro organico di interventi in materia urbanistica che permettano rapidamente di rimuovere le condizioni di staticità e incertezza operativa venutesi a determinare nellultimo periodo dellamministrazione Domenici». LOrdine degli Architetti ritiene improcrastinabile il momento di richiedere al sindaco un incontro sul tema della pianificazione urbana. Scrive larchitetto Bugatti: «La portata dellargomento e i ritardi accumulati nel passato impongono dei metodi che, a nostro avviso, debbono innanzitutto avviare una allargata consultazione che potrebbe vedere questo Ordine in un ruolo fondamentale di tramite, nellinteresse della città». Pertanto gli architetti chiedono che il sindaco «si renda disponibile in tempi ragionevolmente brevi, per verificare se esistono condizioni condivise per poter aprire limportante argomento, magari partendo da provvedimenti di indirizzo per un piano di miglioramento urbano, a prescindere dai tempi di adozione del nuovo piano strutturale». In serata arriva il si di Palazzo Vecchio: «Incontriamoci».