(SEGRETARIO COMUNALE PD) Abbiamo notato che la natura giuridica di Polis, immobialiare pubblica, non è contemplata né dalla normativa italiana né da quella europea, e quindi non dovrebbe esistere e tutte le azioni che ha intrapreso sono nulle, compreso lo Steccone di San Concordio. Riguardo a quest'ultimo ci sono enormi dubbi per la convenzione tra Gesam e Polis per costruire l'immobile, la gara d'appalto che Polis ha espletato e soprattutto il piano strutturale prevede per quell'area un centro servizi per il quartiere di San Concordio e non negozi, uffici e altro. La convenzione è una scatola cinese, la gara d'appalto avrebbe dovuto essere espletata con una gara di evidenza pubblica perché l'importo superava i 500.000 euro, essendo circa 4 milioni e 200 mila euro, e invece sono state invitate 11 ditte e ha vinto l'amica dell'amministrazione comunale, e infine c'è una evidente difformità dal piano strutturale. Le altre società partecipate sono in perdita e lo scandalo è il Polo fiere che perde ogni anno milioni di euro: delle 10 iniziative programmate ne ha vista solo una, non andata bene, e le altre sembrano annullate. Altro neo è la gestione della macchina comunale, ingolfata dai troppi consigli comunali e commissioni consiliari, riuniti più per prendere il gettone che per decidere qualcosa: consigliamo di leggere i verbali. E tutto questo sperpero di danaro pubblico lo paghiamo noi cittadini lucchesi. Infine notiamo che personaggi indagati per lo scandalo appalti della protezione civile hanno avuto contatti con l'attuale amministrazione comunale e la procura di Firenze sta verificando tutti gli eventuali intrecci. Naturalmente sono dubbi, perplessità e l'unica certezza è che l'attuale sindaco non ha rispettato il patto con i suoi concittadini stravolgendo il suo programma elettorale, amministrando in barba al piano strutturale costruendo più del dovuto e cementificando la città. Ha poi sostenuto che la localizzazione del nuovo ospedale l'ha scelta la Regione Toscana, mentre c'è un atto ufficiale del consiglio comunale con la firma dei consiglieri di centrodestra, molti dei quali ancora in Comune, che hanno scelto S. Filippo.