Visita al cantiere. Con le sette nuove sale per le opere dei depositi Spicca il muro di una antica casa-torre sventrata dal Vasari per costruire la galleria e riportata a vista Lincertezza, dovuta alla recente revoca dellordinanza di commissariamento da parte del ministro Sandro Bondi, non ferma i lavori del cantiere dei Nuovi Uffizi. Al piano terra, tra il via vai degli operai, sono quasi pronte le tre sale che ospiteranno il Gabinetto fotografico, con la sala di consultazione e la camera oscura. La torre del nuovo blocco scale-ascensori immette al primo piano, alle sette nuove sale che, stando al precedente cronoprogramma, dovrebbero essere pronte e allestite per fine giugno. Alle pareti, un centinaio di dipinti delle Scuole straniere, dai tedeschi, ai francesi, fino ai fiamminghi, attualmente custodite nei depositi. Il raddoppio della Galleria degli Uffizi inizia da questa anteprima: da un ampio locale centrale coperto da travature metalliche vetrate, che saranno poi schermate con pannelli bianchi per evitare che la luce danneggi i dipinti. Su questo spazio si aprono tre sale a destra e tre a sinistra, le prove di colore alle pareti prevedono intonaci colorati di verde, rosa e azzurro pastello, diversi per ogni stanza. Spazi estranei al corpo di fabbrica: ma qui non cera nulla di rilevante da mantenere (era il vecchio laboratorio di Disegni e Stampe), a parte una parete in muratura (conservata) di unantica casa torre, sventrata da Vasari per costruire la galleria. Tutti questi interventi erano previsti, come da progetto definito a suo tempo, con la consulenza dellarchitetto Adolfo Natalini e poi approvato dal ministero. Un dato curioso, la scoperta che quel progetto non prevedeva allestimenti delle opere nelle sette nuove sale: tantè che il Polo museale - e non il ministero - ha stanziato 140 mila euro per pagarne le spese. Si prosegue lungo la scala per arrivare al secondo piano: sopra al pianerottolo, svettano coperture in ottone lucenti di giallo, che saranno brunite con un acido fino a restituire un colore quasi bronzeo. Poi, in cento metri quadrati, dietro allattuale bar della galleria, ci sono i nuovi bagni quasi pronti: rivestimenti in "pietra di luna" grigio lucente (provenienti dallIndia) e ancora arredi in legno per la batteria di 11 toilette. Nuovi servizi per i visitatori che - percorsa lattuale galleria - scenderanno al piano inferiore per visitare appunto la nuova sezione con le opere delle scuole straniere. Un giro tortuoso, che prevede poi la risalita, ossia il ritorno in galleria per ripercorre poi guadagnare il consueto percorso di uscita. Prossima tappa dei lavori, un identico blocco scale-ascensori sullaltra ala degli Uffizi, accanto alla navata di San Pier Scheraggio. Lincertezza segna linizio dei lavori: prima di allestire il cantiere dovranno traslocare a Palazzo Mozzi Bardini gli uffici delle soprintendenza del Polo museale, ovvero circa unottantina di impiegati. Un trasloco previsto a luglio, ma che slitterà sicuramente per ritardi nella consegna dei locali di Mozzi Bardini. Un rinvio che permetterà di discutere meglio la collocazione delle scale accanto a San Pier Scheraggio, di evitare che unarcata romanica venga distrutta dal nuovo collegamento verticale. Problemi e scelte che, in attesa dellordinanza di revoca della commissariamento (prevista con i tempi tecnici di una settimana) riporti il cantiere e la sua direzione alla soprintendenza ai monumenti. La soprintendente Cristina Acidini formula due ipotesi: «La prima prevede il ripristino dello status quo con la soprintendente Alessandra Marino a capo del Rup (responsabile unico di procedimento) e larchitetto Giorgio Pappagallo a direttore dei lavori. Laltra, larrivo di nuovi ordini con nomine di altri soggetti».