Accademia di San Luca Foto depoca e progetti dellIstituto per le Case popolari sorto nel 1903 per segnare lo sviluppo urbanistico di Roma. DallAppio al Trionfale, da Monteverde alla Garbatella Quando nasceva la città giardino Aniene, con lidea utopistica da garden city inglese dei villini in sinergia con il verde. Quando i virtuosismi "barocchetti" e "viennesi" impreziosivano le palazzine dei quartieri Trionfale, Piazza dArmi e Appio, o quando la visionarietà futurista ispirava i quattro "alberghi suburbani" della Garbatella, concepiti per accogliere gli sfrattati dal centro storico in seguito agli sventramenti del regime. Ma anche quando sorgevano le borgate, da Primavalle al Quarticciolo, con un carattere bucolico che per ogni alloggio prevedeva un orto-giocattolo da coltivare. Erano gli anni dellattività dellIacp, dellIstituto per le Case popolari sorto nel 1903, che fino al secondo dopoguerra reclutò un esercito di autorevoli architetti per segnare lo sviluppo urbanistico di Roma. Unepopea che viene raccontata dalla mostra "Larchivio storico iconografico Iacp. I progetti delle case popolari a Roma dal 1903 agli anni '50" che si apre oggi allAccademia nazionale di San Luca, promossa dallAter, Azienda territoriale per ledilizia pubblica del Comune di Roma, in collaborazione con la Soprintendenza archivistica del Lazio. "Per la prima volta vengono esposti i disegni originali dei progetti dei vari quartieri romani - racconta Maria Emanuela Marinelli del comitato scientifico - a illustrare levoluzione del gusto architettonico del primo Novecento romano". "Dalleclettico, allo storicistico, al linguaggio moderno, attraversando le correnti dèco, barocchetto, neoclassico, toccando espressioni futuriste e metafisiche", sottolinea il curatore Alessandro Nocera. Una selezione di 119 fogli che escono dallarchivio dellIstituto che conserva oltre 35mila tavole tra lucidi, lastre e fotografie al centro oggi di un progetto di catalogazione digitale. E la mostra diventa un viaggio nei quartieri popolari di Roma, raggruppati per sezioni cronologiche, dagli anni '10-20, anni '30, anni '40-50. Protagonista, il talento di Innocenzo Sabbatini, che dal '18 al '31 ha griffato limmagine della nuova Capitale, da via Marmorata dove rilegge gli stilemi di Adolf Loos, a S. Ippolito nella Casa del Sole di gusto espressionista. Con lui, il Testaccio di Magni e Palmerini, il Flaminio di Limongelli e Tito Bruner, il nuovo Esquilino di Fasolo, Monteverde di Piacentini. Fino a Roberto Nicolini dello stabilimento balneare per il Cral dellIacp a Castelfusano del '52. "Disegni di grande qualità che necessitano però di un restauro - avverte il soprintendente ai beni archivistici Donato Tamblè - la mostra serve anche a sensibilizzare lattenzione istituzionale su questo patrimonio".