Rischiano di vederselo portar via dai russi, e gli aretini scoprono l'Archivio Vasari. Succede che il gran parlare intorno alla vendita delle carte del grande storico dell'arte, una delle figure più splendenti del Rinascimento italiano, stuzzichi la curiosità di una città di solito sorda ai richiami dell'arte e dei musei. E i visitatori sono aumentati - confermano dalla Casa Vasari, dove si conservano le carte del padre della storia dell'arte - specie nel periodo estivo, quando il caso scoppiò a livello mediatico'. Più se ne parla e più la gente va a vedere. In tanti sono venuti da fuori, perché il caso ha attirato gli interessi anche dei media nazionale. Ma pure gli aretini, seppure allergici all'arte, hanno risposto presenti' Ancor di più i giovani, i ragazzi delle scuole: Ma quelli ci sono sempre stati , dicono da Casa Vasari. Professori e professoresse conoscono il valore dell'Archivio e lo inseriscono come tappa fissa nel loro programma delle gite. Ed è bene che i ragazzi non abbiano perso quest'occasione. Perché pare che le carte del grande storico abbiano preso una via che le porterà lontano da Arezzo. Ieri la famiglia Festari che ne detiene la proprietà, ha ribadito di voler saldare i 700mila euro di debito che aveva con Equitalia, l'agenzia pubblica del Fisco. Le carte del Vasari rimarrebbero quindi nelle mani degli eredi di Giovanni Festari, il conte scomparso nei mesi scorsi. I quali sono intenzionati a cedere alle sirene dei petrolrubli russi: c'è un'offerta presentata dalla Ross Engeneering che si attesta sui 147 milioni di euro. Morosi con il Fisco, i Festari rischiano di vedersi svanire sotto il naso di storia e, soprattutto, tanti soldi, se prima delle 10 di questa mattina non mostrano la ricevuta del pagamento (sono sorti problemi, pare, sulle coordinate del bonifico bancario). Altrimenti Equitalia mette all'incanto tutte le carte del Vasari, partendo da una cifra di 2,6 milioni di euro. Con la partecipazione anche del Ministero dei Beni Culturali, più volte sollecitato dal sindaco Fanfani. Obiettivo dello Stato e degli enti pubblici è quello di non privare Arezzo, com'è ovvio, di un patrimonio così importante. L'operazione dei Festari volta a regolarizzazione la loro posizione nei confronti del Fisco, non gioca certo a favore della città. Il 20 marzo scadrà il diritto di prelazione che lo Stato ha sulle carte che appartennero al Vasari. Dopodiché, i Festari potranno vendere. Ai russi, che per avere le corrispondenze del grande storico dell'arte con Michelangelo e le altre più importanti personalità dell'epoca, sborseranno poco meno di 150 milioni di euro. L'unica speranza di poter avere ancora l'Archivio ad Arezzo è legata al vincolo pertinenziale. Parola difficile, significato più semplice: siglato nel 1994, stabilisce che l'Archivio sia legato a doppio filo al suo luogo naturale, che è la città. In altre parole, l'Archivio Vasari è vincolato ad Arezzo. Basterà questo per fermare i russi e la loro valanga di soldi, che invece vorrebbero portar via dalla Toscana questo incredibile patrimonio storico ed artistico? La grande mobilitazione per fermare il trasloco dell'Archivio Vasari rischia di avere esito negativo. Se rimarrà, gli aretini sono chiamati ad apprezzare di più un tesoro che ogni giorno si ritrovano sotto il naso. C'è qualcuno pronto a fare follie per averlo.
AREZZO - Boom di visite per Vasari che se ne va. Crescono gli ingressi alla Casa mentre l'Archivio prende la via russa.
L'Archivio Vasari, che contiene le carte del grande storico dell'arte Giorgio Vasari, è stato scoperto dagli aretini. La famiglia Festari, che ne detiene la proprietà, ha ricevuto un'offerta da parte della Ross Engeneering per 147 milioni di euro, che potrebbe portare l'Archivio a essere venduto ai russi. Il Ministero dei Beni Culturali e Equitalia hanno espresso la volontà di non privare Arezzo di un patrimonio così importante. Il caso ha attirato gli interessi dei media nazionali e molti visitatori sono arrivati a vedere l'Archivio.
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