Il sindaco annuncia: «Con la Provincia siamo pronti a fare una permuta» IL CASO MOSCHEA L'idea è farci un centro congressi, ma i soldi non ci sono: «La A è vicina, dobbiamo pensare anche allo stadio» Pronti ad acquistare l'ex cinema Marraccini, attraverso una permuta di beni immobili, perché soldi non ce ne sono, ma non per dispetto alla comunità musulmana o perché l'amministrazione sia spinta dalle pressioni dell'opinione pubblica e dalle migliaia di firme raccolte, ma per realizzarci una sala congressi con area espositiva. Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi parla dell'immobile di via Mazzini, al centro dell'attenzione per via delle trattative in corso tra il proprietario, Riccardo Demi e la comunità musulmana intenzionata a trasformarlo in un centro culturale islamico con annesso luogo per la preghiera. L'ex cinema potrebbe divenire una sala congressi da circa 300 posti con area espositiva. Un qualcosa - ha spiegato il sindaco - di cui la città non è dotata. Le trattative sono in corso, dunque, e la proprietà avrebbe garantito che, a parità di condizioni, i soggetti istituzionali saranno privilegiati nella scelta dell'acquirente. I soldi per comprare, però, non ci sono. Non è stato ancora fatto un prezzo ufficiale, ma si parla di una somma che oscillerebbe tra i 3 e i 4 milioni di euro. In ogni caso, né il Comune né la Provincia hanno la possibilità di pagare "cash". Tra l'altro, con la prospettiva di una promozione del Grosseto in serie A, il sindaco Bonifazi ha spiegato che l'amministrazione sta cercando di recuperare circa 3 milioni e mezzo di euro per sistemare lo stadio e metterlo in condizione di ospitare le partite del massimo campionato. L'unica soluzione, dunque, potrebbe essere quella della permuta di beni immobili che i due enti possiedono: il sindaco ha spiegato che potrebbero essere ceduti i terreni e gli immobili del Comune nell'area dell'ex Foro Boario. Ma Bonifazi invita anche il mondo economico cittadino, che tra l'altro si è mobilitato proponendo una soluzione - trasformare l'ex cinema in un centro commerciale - che non è percorribile alla luce dei vigenti strumenti urbanistici, ad affiancare il Comune e la Provincia nell'operazione che tende a far divenire un bene pubblico il Marraccini. Un'altra questione di non poco conto, che in questo momento il sindaco sta verificando attraverso gli uffici comunali, è se l'immobile sia libero da gravami oppure no, perché è chiaro che il Comune e la Provincia non potrebbero acquistare una struttura che fosse ipotecata, almeno fino a quando non fosse stata cancellata l'ipoteca. Bonifazi ha anche spiegato che il rinnovato interesse del Comune per la struttura dell'ex Marraccini non vuol essere un dispetto alla comunità musulmana «con la quale - ha detto - abbiamo un buon rapporto e alla quale abbiamo sempre detto, con chiarezza, che, come le altre confessioni religiose, non avrebbero potuto avere un'area destinata al culto fino all'approvazione del regolamento urbanistico. Un'area, naturalmente, privata che avrebbero dovuto acquistare per realizzarvi una moschea». Perché, dunque, adesso questo interesse del Comune per il Marraccini? «In realtà - spiega Bonifazi - l'interesse del Comune su quell'immobile c'è stato sin da quando, nel 2003, il cinema di via Mazzini chiuse i battenti». Bonifazi ricorda che l'allora sindaco Antichi si mosse per acquistarlo, con la Provincia: doveva ospitare la scuola di cinema. Poi la Provincia si tirò indietro, alla luce di alcune perizie. Più di recente, tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, quando ancora non si parlava di moschee, al Comune fu offerto, in via ufficiosa, l'acquisto di una parte dell'immobile ristrutturato - il resto l'avrebbe acquistato la Curia per farne il museo diocesano di arte sacra - ad un prezzo che oscillava tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni e mezzo di euro. Adesso si parla, invece, di acquistare tutto l'ex cinema così come è.