VENEZIA. Venticinque pellicole italiane "dimenticata ' degli anni 70-80 saranno restaurate e presentate alla Mostra del Cinema di Venezia grazie alla partnership tra la Biennale e la Fondazione Prada. Il progetto è stato annunciato ieri a Palazzo Querini Dubois dai vertici dei due enti. La stilista Miuccia Prada ha detto «Aspettavo da una vita di poter lavorare con il cinema» "dimenticato". Se la signora si scomoda forse forse non sarà solo per venticinque film dimenticati. Miuccia Prada s'è scomodata, è venuta a Venezia e ora sorride muta ed enigmatica, lasciando agli altri l'incarico di dire e non dire quanto la Fondazione che porta il suo nome entrerà nel destino della Biennale, se porterà tanti soldini o pochi, se la partnership potrà chiamarsi meno elegantemente sponsor e se il suo marchio, magari non oggi ma domani, assumerà gli stessi caratteri cubitali della Mazda nei giorni del Carnevale. La signora è soave e discreta, porta i capelli sciolti sulle spalle come una ragazza, un cerchietto di foglie color brughiera, un abito di cotonina che solo gli intenditori comprendono e siede tra il pubblico invece che intorno al tavolo dei relatori nonostante sia lei la novità del giorno. La novità, servita su un piatto d'argento a Palazzo Querini Dubois dal presidente della Biennale Davide Croff, il direttore della 61a Mostra del cinema Marco Mùller e il direttore artistico della Fondazione Prada Germano Celant, è che la Fondazione della stilista milanese diventa partner del progetto di recupero di pellicole considerate meravigliose ma segnate dal crudele destino dell'abbandono. Il progetto, che si chiama «Storia segreta del cinema italiano», avrà come padrini Quentin Tarantino e Joe Dante e durante il prossimo Festival di settembre offrirà come primo assaggio il restauro di venti-venticinque film sotto il titolo di «Italian Kings of the Bs» curato da Marco Giusti e Luca Rea. «Annunciamo l'apertura di un vero e proprio cantiere per il recupero di film che hanno fatto storia» scandisce Muller con incontenibile fervore, forse anche per confondere i cinquanta minuti di ritardo di Croff «trattenuto da impegni internazionali». Quali siano i venticinque film che manderanno in solluchero i cinefili il prudentissimo e infine sopraggiunto Croff non lo dice perché lo dirà dopodomani al conferenzone stampa della Mostra e lui non è uomo da anticipare il futuro. Nemmeno il futuro che è già presente, visto che se la signora Miuccia Prada si scomoda, forse forse non è solo per venticinque film caduti nell'oblio. Non appena sente odor di Arti Visive, Croff si fa ancora più circospetto. «Abbiamo iniziato in questo campo e pensiamo che una Fondazione come la Biennale debba sviluppare partnership al di là del contributo finanziario. Per ora non ci sono altre collaborazioni tra la Fondazione Prada e la Biennale ma al momento opportuno vi diremo cosa stiamo organizzando». Tranquilli, ce lo diranno. Magari sapremo che la Fondazione Prada, molto attiva e molto generosa in altre parti del mondo, lo sarà anche con le Arti Visive, considerato che da qualche tempo si parla di un possibile accordo in vista della rassegna dell'anno prossimo. La signora sorride e infine parla: «Aspettavo da tutta una vita di poter lavorare con il cinema, un mondo così importante, forse la mia prima vera passione». Germano Celant, meno trepidante, incalza: «Siamo in un momento di espansione, la collaborazione con la Biennale è diventata così un prolungamento naturale». Chissà che la collaborazione non abbia benefici effetti anche sul gusto delle dive, che per la loro epifania in Sala Grande ormai scelgono con cieca fiducia, e un po' di monotonia, solo Giorgio Armani.
VENEZIA - La stilista Prada e la Biennale salvano i film dimenticati
La Fondazione Prada e la Biennale di Venezia hanno annunciato una partnership per restaurare e presentare 25 pellicole italiane "dimenticate" degli anni 70-80 alla Mostra del Cinema di Venezia. La stilista Miuccia Prada ha detto di aver aspettato da una vita di poter lavorare con il cinema. Il progetto, chiamato "Storia segreta del cinema italiano", avrà come padrini Quentin Tarantino e Joe Dante e offrirà il restauro di 25 film durante il prossimo Festival di settembre. La partnership è stata annunciata dai vertici dei due enti a Palazzo Querini Dubois. La Fondazione Prada sarà partner del progetto e contribuirà con un finanziamento.
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