VICESINDACO DI GROSSETO Tra progettare il governo di una città e praticarlo c'è una grande distanza e sarebbe ingenuo pensare di vedere realizzate tutte le ipotesi formulate a priori. La concretezza delle azioni comporta adattamenti e deviazioni, dettati dall'esigenza di rispondere il più possibile alla trasformazione dei bisogni. Ma se è vero questo, è altrettanto innegabile che non si può governare senza un'idea portante. Grosseto è una città cresciuta straordinariamente negli ultimi anni, per effetto di un'urbanizzazione che mostra ancora indici di aumento significativi: è cresciuta senza profilarsi, anzi dilatandosi in periferie prive spesso di punti di riferimento, di centri aggreganti. Accanto a zone residenziali ordinate e talvolta pretenziose sono sorti quartieri dormitorio da metropoli senz'anima: così si è ampliato solo il perimetro della città, non la sua fisionomia e il suo carattere. La nostra giunta di centrosinistra dal 2006 ha un progetto chiaro: dare autorevolezza alla città e toglierla dall'isolamento, che non è mai grandezza ma grettezza, definirla con un carattere capace di darle un futuro dignitoso. Questo carattere è la cultura e in nome di esso si possono allineare le azioni realizzate e quelle in cantiere: dall'acquisto del teatro Moderno, al ripristino della Cavallerizza, dall'apertura di due nuovi luoghi espositivi, quello della chiesa de' Bigi e quello del Cedav, al museo di Storia Naturale. Il disegno deve mantenere la sua coerenza e completarsi con l'università in via Mazzini, il trasferimento della Chelliana all'ex Gil, con l'adattamento delle Clarisse a pinacoteca della città. Il tutto incluso nel Piano integrato di sviluppo sostenibile, la cui punta di diamante sarà il Centro di documentazione per la civiltà etrusca, capace di riqualificare un'area urbana e di porsi insieme al museo archeologico come polo di attrazione per un turismo di qualità. Il percorso è tracciato e passa, per essere chiamato strada della cultura, dal riordino delle scuole, i cui 39 plessi necessitano di manutenzione: se non c'è scuola non si può sperare che ci sia cultura. Per un'amministrazione che si dibatte tra tagli e bisogni emergenziali, a partire dal problema casa, l'impegno è enorme e ogni energia vi si concentra: tutto il resto, compreso il pur significativo ex Marraccini, non può costituire priorità e da soli non ce lo possiamo permettere. Governare significa fare scelte e questa giunta ha scelto di garantire ai cittadini i diritti all'istruzione e alla cultura: patrimonio per il presente e il futuro. Oggi più che mai ce n'è bisogno nella nostra città, in cui serpeggia un pericoloso vento di intolleranza, in cui ogni fede è degna, ma alcune sono meno degne delle altre, in cui i proclami di apertura di dileguano sotto l'onda del più inquietante e demagogico leghismo. Se vogliamo continuare ad essere città dell'accoglienza costruiamo scuole, apriamo musei: l'ignoranza è la peggiore delle malattie.
GROSSETO - Per crescere serve la cultura apriamo musei e costruiamo scuole
La città di Grosseto sta crescendo rapidamente, ma senza una chiara identità. La giunta di centrosinistra ha un progetto per dare autorevolezza alla città e toglierla dall'isolamento. Questo progetto si basa sulla cultura e include azioni come l'acquisto del teatro Moderno, il ripristino della Cavallerizza e l'apertura di nuovi luoghi espositivi. Il piano include anche l'università in via Mazzini, il trasferimento della Chelliana e l'adattamento delle Clarisse a pinacoteca. Il tutto è incluso nel Piano integrato di sviluppo sostenibile, che prevede la creazione di un Centro di documentazione per la civiltà etrusca.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo