Nobili vola alto: "Caffè e libreria alle Muse, riaprire i teatri al Piano". Pasquini frena: "No ad altri spazi" Ancona Partire dalla cultura per reinventare Ancona. Si è tenuto ieri al Ridotto del Teatro delle Muse la convention "La forma della città" che ha messo a confronto idee e percorsi amministrativi. L'input è arrivato dall'assessore alla Cultura Andrea Nobili che ha optato per un dibattito aperto sul futuro della città. Non sono mancate le proposte dagli spazi creativi per i giovani nel quartiere Archi, collegandolo con la Mole, alla rivitalizzazione del Guasco tra monumenti storici, botteghe artigianali, esercizi e bar. Oltre a realizzare al teatro delle Muse una caffetteria ma anche una libreria. Poi ancora valorizzare la specificità multietnica del Piano fino alle Grazie-Tavernelle partendo dall'utilizzo dei teatri Italia, Dorico e dallo spazio teatrale che sarà realizzato all'ex Crass. La vivacità propositiva di Nobili è stata però smorzata dall'assessore all'Urbanistica Paolo Pasquini che ha detto sì di condividere la maggior parte dei progetti ma anche di "ritrovare la storia e non trovare altri spazi, riorganizzando i contenitori urbani per anticipare il piano regolatore. Ma il tutto non può essere un parto di fantasia di un singolo amministratore, come ad esempio i bar, deve invece essere tutto il sistema ad intervenire per indicare e riscoprire, altrimenti non si è incisivi". Aggiunge poi "molte idee sono convincenti: quella agli Archi e della Mole, agendo sul degrado della zona di via Marchetti con interventi pubblici e privati. Mentre sull'ipotesi dei teatri che l'assessore vagheggiava, non so se riapriremo tutti quelli del Piano. Tutto deve essere inserito in un ampio discorso di funzionalità. La cultura comunque ha un ruolo trainante in questo senso, punterei inoltre sugli studenti: far diventare Ancona una città universitaria infatti anche questo potrebbe aiutare la funzionalità". Da Porta Pia alla Mole Bene poi il progetto di collegare Porta Pia alla Mole, anche se "l'amministrazione propone ma servono risorse". E infine il turismo "non ha ancora avuto grandi risultati, con il ruolo di Ancona non riconosciuto nel contesto regionale. Tra le intenzioni di Nobili c'è poi la Casa delle Culture a Vallemiano da legare ad un progetto di biblioteca multietnica in rete con tutto un sistema bibliotecario che faccia riferimento ad una struttura centrale. "Modernizzando quella del Benincasa con accesso da piazza del Plebiscito, utilizzando il pian terreno per postazioni internet e magari anche un front office". Ma in un momento di crisi economica si pensa anche all'istituzione di un fondo per la cultura "per permettere ai privati di investire per ottenere in cambio benefici sia di immagine che fiscali". Proprio sui finanziamenti esterni è intervenuto nel dibattito, Maurizio Boscarato, consigliere di Cariverona e tra i soci fondatori delle Muse. "Il Comune aveva detto che si sarebbe occupato di trovar altri soci ma ciò non è accaduto. afferma Boscarato inoltre per avere sponsorizzazioni è essenziale che il Comune sia innovativo nei suoi progetti, rendendosi attrattivo". I fondi di Cariverona Attualmente la Cariverona è l'unica fondazione bancaria a finanziare i project in città. "La domanda di richiesta di fondi per la realizzazione di uno spazio teatrale all'anfiteatro romano è già a Verona, poi potremmo - prosegue - spostare 1,5 milioni di euro fermi per la Cittadella su Porta Pia" che si vorrebbe utilizzare come centro direzionale delle attività culturali mettendo le sedi delle associazioni culturali e al piano terra uno sportello informativo. Michele Polverari, ex direttore Pinacoteca, ha invece spronato per l'apertura di tutte le chiese con il sostegno di volontari in qualità di custodi. "Inoltre vorremmo le restituzioni delle opere pittoriche tolte alla città. Infine propongo una mostra del pittore anconetano Bertuzzi per inaugurare l'allargamento della Pinacoteca". cecilia rossini,