L'EVENTO. Chiusa ieri sera la mostra dedicata al pittore francese Migliaia in coda alla Grand Guardia fino alle 21 L'esposizione dal 27 novembre ha attratto un pubblico eterogeneo dall'Italia e dall'estero Una chiusura all'insegna del grande successo, con migliaia di visitatori in coda in questo ultimo fine settimana di apertura, per la grande mostra «Corot e l'arte moderna. Souvenir et Impressions», che ha chiuso definitivamente i battenti ieri sera, alle 21, con orario straordinario prolungato per la concomitanza delle manifestazioni indette dal Comune per la ricorrenza dell'8 marzo. La mostra, inaugurata il 27 novembre, curata da Vincent Pomarède, direttore del Dipartimento di Pittura del Musée du Louvre e massimo esperto di Corot primo frutto dell'accordo pluriennale realizzato tra il Comune e il Museo del Louvre, che ha portato alla Gran Guardia 100 dipinti, una quarantina prestati dal Louvre e gli altri arrivati dai maggiori musei internazionali, ha raggiunto ampiamente l'obiettivo, in termini di presenze, che si era posta l'amministrazione: la quota di 70mila visitatori è stata infatti non solo raggiunta ma superata. Solo nella giornata di sabato, i visitatori entrati alla Gran Guardia sono stati 3.015 e anche ieri la coda davanti all'ingresso segnalava un finale all'insegna del tutto esaurito. Il fascino di quello che la critica ha definito «l'ultimo dei classici e il primo dei moderni», affermazione di cui, in un certo senso la mostra è la dimostrazione visiva, ha attirato un pubblico eterogeneo, composto certo da molti giovani ma non solo: tanti i veronesi, ma molti anche i visitatori arrivati da tutta l'Italia e dall'estero. Uno degli aspetti sicuramente vincenti di questa grande mostra è stata proprio la scelta di affiancare al maestro francese le opere di artisti che lo hanno preceduto ma anche dei pittori dei secoli successivi, creando un percorso espositivo lungo un arco di quattro secoli, da Poussin a Picasso: proprio attraverso i 100 dipinti esposti, emerge il ruolo di Corot come ponte tra passato e futuro, tra tradizione e modernità. Anche le varie sezioni della mostra sono state realizzate per far comprendere come l'arte di Corot abbia intimamente influenzato non solo la prima generazione di impressionisti ma a suo modo anche i "fauves", i cubisti e l'arte astratta, in una qualità di rapporti e sfumature evidenziati dall'accostamento tra le sue creazioni e quelle di Denis e Sisley, Monet, Renoir e Cézanne, Mondrian, Braque e Picasso. In questo senso, l'esposizione ha avuto un carattere intelligentemente bilanciato tra il grande rigore filologico, l'approccio didattico, e lo straordinario fascino regalato dalla sede espositiva.