Sfida Il concorso del «Corriere», oltre mille proposte dei lettori. La Moratti: prima potenziare i mezzi pubblici Più metrò e centro chiuso alle auto I giudici di pace «che fanno i sociologi» e non puniscono chi imbratta i muri della città e l' orrore della pensilina di piazza Piemonte. E poi la chiusura del centro storico, per ora solo un' ipotesi ma domani chissà, le nuove metropolitane e il Piano di governo del territorio che disegnerà una Milano con più verde e con tutte i servizi essenziali a non più di dieci minuti (a piedi, beninteso) da casa propria. Letizia Moratti e la Milano del 2015, il sindaco e la città del prossimo futuro. L' occasione è di festa. Il sito della cronaca milanese di Corriere.it spegne le sue prime dieci candeline. All' incontro nella sala Buzzati di via Solferino - introdotto da Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs Quotidiani - il sindaco parla dei temi del giorno ma anche della «sua» Milano. I luoghi del cuore? «L' Università Statale e i giardini pubblici ora dedicati a Montanelli». Una città esigente, Milano. Dove i problemi, le domande, le richieste, a volte, sono sempre quelle e si rincorrono identiche a se stesse a distanza di decenni. Il vicedirettore del Corriere, Giangiacomo Schiavi, cita un vecchia lettera di un cittadino a un periodico locale. Siamo nel 1970 e il lettore si lamenta di una città sporca, soprattutto in periferia, e male illuminata. «Alcune cose però sono migliorate negli ultimi anni» ribatte il sindaco: «Abbiamo investito tanto per le nuove luci della città. E anche per ripulire i muri spendiamo ogni anno milioni di euro». Certo, i giudici di pace, a volte, preferiscono «la sociologia» alla repressione e così gli imbrattatori (da non confondere con gli artisti di strada, «che vanno invece incoraggiati e valorizzati») si godono la totale impunità. Il capitolo sulla Milano da buttare si esaurisce in due istantanee: la pensilina di piazza Piemonte, «un orrore, a cui stiamo cercando di mettere riparo. Eppure - sottolinea - quel progetto aveva avuto il regolare benestare della Sovrintendenza». E poi la chiesetta del parco Trotter, un restyling «orrendo», e, cosa ancor più grave, dai responsabili tuttora incerti. I trasporti, poi, altro tema caldo. Milano avrà le sue due nuove linee del metrò, il governo permetterà di sforare dal patto di stabilità e di investire i soldi già a bilancio. Chiudere il centro storico, come vorrebbe la Lega? La Moratti si fa prudente: «Quando avremo potenziato il traporto pubblico e non ci sarà più bisogno della macchina, allora vedremo». Settecento lavori tra video e testi e 600 idee grafiche per immaginare la Milano che verrà. «Il concorso lanciato dal sito milanese del Corriere - spiega l' urbanista Stefano Boeri - indica questioni centrali per la nostra città. Nei sogni dei lettori la Milano del 2015 dovrà essere una città più verde e più attenta al tema delle energie rinnovabili. Ma anche più aperta all' integrazione degli stranieri, alla mobilità sostenibile e a un' urbanistica di qualità». Tra i loghi premiati, per dire, c' è un uomo vitruviano disegnato dalle tratte delle linee del metrò (presenti e future). I lavori arrivati al Corriere online finiranno in corso Vittorio Emanuele. Lo conferma il sindaco: «Le cento migliori opere saranno in mostra dal 14 marzo». E i video? In piazza del Duomo, proiettati sul maxischermo dell' Arengario. RIPRODUZIONE RISERVATA Renzo Piano Questo non è un sogno romantico, ma un progetto che ha a che vedere con una visione sostenibile della città Le idee