Inquinati dal Disordine C' è un orrore visivo che inquina come lo smog le strade di Milano e della Lombardia. È uno scempio paesaggistico e ambientale cresciuto nella mancanza di controlli e nell' indifferenza dei cittadini, un Far West di cartelli, di scritte, di pali e di muri utilizzati per un business facile e appetibile: la pubblicità selvaggia. Basta guardarsi attorno sulle provinciali o sulle statali della Regione per rendersi conto di quanto disordine ci sia in un settore che sembra sfuggire a ogni regola e a ogni decenza. Non c' è una regola, un piano, un limite al susseguirsi del disordine che acceca il buon gusto e umilia un' area geografica con la più alta concentrazione di designer, urbanisti, esperti di paesaggio. Un viaggio del Corriere nelle aree della pubblicità fuorilegge ha accertato una lunga serie di irregolarità e violazioni, evidenziando la necessità di interventi decisi. Qualcosa si è mosso, qualcosa la Provincia ha già fatto, ma servirebbe la collaborazione di tanti volonterosi cittadini muniti di macchina fotografica per evidenziare di più questo caotico mondo della pubblicità selvaggia. I cartelloni abusivi spuntano come funghi dappertutto, in un' aiuola, sui ponti, a cavallo di un parapetto e spesso hanno sequenze improvvisate, che si moltiplicano nel caos. Ma dietro l' apparente confusione si muove un vero e proprio sistema che trova appoggi nelle complicità pelose di qualche amministratore e di qualche Comune: la pubblicità rende, quella in nero ancora di più. La pubblicità non è un nemico, sia ben chiaro. Fa parte della nostra vita e quando è bella può suscitare addirittura emozione. Ma bisogna trovare un punto di equilibrio tra uno spazio regolare e autorizzato e uno illegale che pertanto va rimosso. Sappiamo che si tratta di una battaglia difficile, che forse non rende nemmeno sul piano elettorale: ma è una battaglia di civiltà, per non deturpare, anche con questo scempio, un paesaggio troppe volte umiliato.
Cartelli selvaggi, un Far West in città
In Lombardia, le strade sono inquinate da cartelloni pubblicitari disordinati e illegali. Questo fenomeno è cresciuto a causa della mancanza di controlli e dell'indifferenza dei cittadini. I cartelloni spuntano ovunque, spesso con sequenze improvvisate, e sono spesso associati a complicità di amministratori e Comuni. La pubblicità è una parte integrante della vita, ma bisogna trovare un equilibrio tra spazi regolari e autorizzati e quelli illegali. La lotta contro questo fenomeno è difficile, ma è una battaglia di civiltà per preservare il paesaggio.
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