Il comitato «Salviamo il centro» dice sì all'impianto di compostaggio ma chiede un'altra ubicazione «Ho 450 euro di pensione, tiro avanti solo coltivando questa terra» CAPANNORI. È tornato a riunirsi il comitato cittadino capannorese "Salviamo il centro", che contesta la localizzazione dell'impianto di compostaggio scelta dall'amministrazione comunale targata Del Ghingaro. I rappresentanti hanno organizzato una conferenza stampa "Ai poderacci", la zona verde alle porte del capoluogo dove la struttura dovrebbe sorgere, per spiegare perché a loro giudizio il sito non è adatto. Presenti alcuni rappresentanti del comitato, il presidente Pasquino Luchini, Angelo Colombini, Giovanni Colombini, Giovanni Lucchesi e Marco Picchi. «Vogliamo ribadire ancora una volta - dicono - che questo comitato è nato spontaneamente ed è assolutamente slegato da qualsiasi logica politica, né ha intenzione di farsi strumentalizzare. Quindi intendiamo sottolineare che non siamo contrari all'impianto di compostaggio, anzi, lo riteniamo indispensabile per concludere la filiera dei rifiuti. È la localizzazione che contestiamo. Basta guardarsi intorno spiegano, indicando la zona verde alle porte di Capannori Questa è l'unica area rimasta incontaminata, libera da strade e costruzioni, ricca di acque sorgive e tuttora coltivata. All'inizio pensavamo di aver capito male, ma quando siamo andati a studiare le mappe, ci siamo immediatamente preoccupati. Manca la viabilità, non c'è un sistema fognario per lo smaltimento delle acque di scolo. Come si può pensare di costruire una struttura del genere qui? La distanza dalle case, inoltre, è irrisoria». Il comitato continua la raccolta di firme e intanto attende la riunione tra Comune e Provincia che si dovrebbe tenere il 15 marzo e alla quale dovrebbero partecipare anche alcuni membri del comitato stesso. «Chiediamo che tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, si impegnino a fermare questo scempio. In particolare ci appelliamo agli amministratori provinciali affinché facciamo valere la propria competenza in materia e spinga perché l'impianto venga costruito in una zona industrializzata. Per quanto ci riguarda siamo pronti ad intraprendere tutte le vie possibili per opporci, anche legali», proseguono i rappresentanti del comitato. A rallentare l'iter potrebbero essere anche i proprietari dei terreni interessati dal progetto e dagli eventuali espropri. Tutti si dicono contrari. Giuseppe Fontana può essere considerato una sorta di decano dei proprietari: «Coltivo questa terra da 70 anni dice e non ho intenzione di smettere. Ho 450 euro di pensione e questo lavoro è l'unica cosa che ancora posso portare avanti. Questo progetto rischia di far sparire i poderacci». Intanto anche il centrodestra si muove contro la localizzazione. Il capogruppo del Pdl Salavadore Bartolomei annuncia un incontro con la stampa nei prossimi giorni per spiegare la posizione dell opposizione capannorese sull'argomento.