la metà del contenzioso davanti al Tar della Campania riguarda edilizia e urbanistica, prevalentemente labusivismo: bene sette delle otto sezioni del tribunale amministrativo, infatti, sono impegnate nella definizione di queste pratiche. È il dato che emerge dalla relazione del presidente Antonio Guida in occasione dellinaugurazione dellanno giudiziario della giustizia amministrativa. Crescono anche le procedure sulle interdittive antimafia. A PAGINA V Mattone selvaggio, boom di ricorsi al Tar Giustizia amministrativa: crescono le procedure sulle interdittive antimafia Cala il contenzioso complessivo ma la regione Campania rimane seconda solo al Lazio La metà del contenzioso davanti al Tar della Campania riguarda edilizia e urbanistica, prevalentemente labusivismo, al punto che ben sette delle otto sezioni del tribunale sono impegnate nella definizione di queste pratiche. È il dato che emerge dalla relazione del presidente Antonio Guida in occasione della inaugurazione dellanno giudiziario della giustizia amministrativa. Il carico complessivo di lavoro che grava sugli uffici di Napoli e della sezione distaccata di Salerno appare finalmente in calo rispetto al recente passato, ciò nonostante il Tar della Campania resta al secondo posto in Italia, dopo il Lazio, per dimensioni del contenzioso. La radiografia dei ricorsi sottoposti allattenzione dei giudici amministrativi non fa che confermare le criticità del nostro territorio evidenziate già nel settore penale e in quello civile: da una parte dunque "mattone selvaggio", con procedimenti che assorbono buona parte del lavoro delle sezioni e si intensificano, oltre che nella zona di Napoli, anche a Capri, Anacapri, Sorrento, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, SantAgnello e Vico Equense; dallaltra le ramificazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico della regione. Appare significativo infatti laumento del contenzioso sulle interdittive antimafia applicate nei confronti delle imprese e da queste impugnate in sede amministrativa: nel 2009 sono stati depositati un centinaio di nuovi ricorsi in questa materia rispetto ai settanta del 2008. Nel complesso, i ricorsi depositati al Tar della Campania nel 2009 sono stati oltre settemila (7492 per lesattezza) e quelli definiti oltre novemila (9835). Il numero dei ricorsi pendenti è così calato dai 117 mila del 2008 ai 114 mila del 2009. Ancor più evidente il calo rispetto a tre anni fa, quando i ricorsi pendenti erano oltre 140 mila. In realtà, ha spiegato il presidente Antonio Guida, negli obiettivi dei giudici di piazza Municipio era previsto un aumento maggiore del numero dei ricorsi definiti, «ma il Tar della Campania - evidenzia Guida - è stato scelto come tribunale pilota per una implementazione del sistema informatico della giustizia amministrativa». Aspetto che, «unito alla carenza di fondi, ha rallentato la trattazione dei ricorsi pendenti». Guida ha poi ricordato che a partire dal 2006 si è registrato un forte incremento delle sentenze brevi che vengono emesse in sede di trattazione dellistanza di sospensione dei provvedimenti impugnati. In questi casi il ricorso amministrativo viene definito nel giro di 30-40 giorni. «Un risultato più che soddisfacente considerati i tempi generalmente biblici della giustizia italiana», commenta il presidente del Tar. (d. d. p.)