L'universo dei Beni culturali, in Italia, è spaccato a metà. Da una parte la straordinaria professionalità di chi allestisce (un esempio tra i tanti) una mostra come quella dedicata a Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, ormai un caso internazionale in termini di qualità scientifica e di numero di visitatori. Dall'altra c'è il volto odioso, burocratico, incivile, volgare di un palo di addetti (un'impiegata e un custode) che interrompono al Pantheon un concerto di musica classica a quattro minuti dalla fine solo perché si stava oltrepassando i1 loro «intoccabile» orario di lavoro. Chi conosce le pieghe più oscure di certi musei romani non si stupisce. Tempo fa, all'inaugurazione della bella mostra di Enzo Cucchi alla galleria nazionale di Arte moderna (altra rassegna di grande qualità) un paio di addette agli ingressi aprivano con esplicito fastidio "Nun dovrei falla entrà, ma pè stavolta...») agli invitati al vernissage che si erano permessi di superare l'orario limite. Personaggi che danno sostanza, non solo presenza formale, a certi appuntamenti: critici, registi, collezionisti, docenti universitari, artisti. Il caso del Pantheon deve far riflettere molti interlocutori. Ovviamente il ministro Sandro Bondi. Il nuovo direttore generale per la Valorizzazione del patrimonio, Mario Resca. ll neo-nominato segretario generale del ministero, Roberto Cecchi. Il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini. Ma anche un sindacalista come Mario Cerasoli, segretario generale della Uil Beni culturali, spesso polemico con le strutture del dicastero. I visitatori nei musei italiani calano (secondo l'Eurispes nel 2009 gli introiti sono scesi del 7,55 e il numero di visitatori ha subito una diminuzione del 2,52). Un motivo ci sarà. Troppo spesso manca professionalità, consapevolezza del bene che si tutela. E amore per il proprio (bellissimo) lavoro. Altrimenti non si spiegherebbero la noia, il disprezzo, l'arroganza di questi due dipendenti perfetti per un mercato ortofrutticolo ma non per un museo romano. Quali saranno i provvedimenti disciplinari? Restiamo in curiosa attesa.