I sindacati attaccano la proroga della gestione straordinaria Il ministro Bondi: Fiori resterà fino a giugno perché ha compiuto bene l'incarico La protesta che ieri avrebbe dovuto concretizzarsi, in orario di assemblea, nella chiusura annunciata di due ore degli Scavi parte dalla proroga del commissariamento dell'area archeologica di Pompei per attaccare anche l'organizzazione della sovrintendenza. Spiega Cerasoli della Uil che «ancora si continuano a sottrarre risorse alla contabilità della sovrintendenza di Napoli e Pompei visto che vengono tolti altri 18 milioni oltre a quelli già sottratti all'inizio pari a 40 milioni di euro». Nell'ordinanza di proroga al commissariamento, aggiunge la Uil, «continuano ad essere previsti percentuali destinate allo staff e al commissario quando questi non dovrebbe più esserci visto che Marcello Fiori ha firmato da gennaio un contratto di tre anni con il ministero». «Lo stato di emergenza e quindi il commissariamento di Pompei era e resta al 30 giugno 2010», replica il commissario Marcello Fiori che sottolinea: «Ho più volte annunciato alle organizzazioni sindacali che non intendo rimanere oltre tale data». Pompei, fa notare Fiori, «partiva da una situazione disastrosa. In questo periodo però abbiamo dato attuazione a un programma che gli stessi sindacati hanno definito serio e autorevole». E anche il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi interviene: «La nomina del commissario di Pompei rispondeva all'esigenza di far fronte ad una situazione di degrado intollerabile». Aggiunge: «Il commissario Marcello Fiori terminerà il suo incarico il 30 giugno, come ho già annunciato, perché ha portato a compimento in maniera estremamente positiva gli obiettivi per cui era stato nominato in quell'incarico». Non vuole rispondere direttamente sul caso degli Scavi «incustoditi» per due ore (per tutta la giornata è stato irraggiungibile al telefono) ma affida a un comunicato la replica sulla polemica avviata dai sindacati. E Maria Rosaria Salvatore, soprintendente archeologica dice: «L'obiettivo principale dell'operato della sovrintendenza speciale per Napoli e Pompei è oggi quello di far funzionare al meglio le due strutture. Stiamo lavorando in modo che l'accorpamento sia anche di fatto e non solo per decreto. Le disposizioni finora emanate sono provvedimenti richiesti dalla normativa, fondati sulla professionalità, la competenza oltre che l'anzianità dei funzionari e dipendenti interessati e, a quanto pare, non condivisi solo da alcune sigle sindacali. La nuova organizzazione è tra l'altro molto simile a quella proposta dal mio predecessore, con ben poche differenze».