Nuovi ordini di arresto per la «cricca» Tanto tuonò che ripiovve. A dirotto su Angelo Balducci e Fabio De Santis, colpiti dall'ennesimo ordine di arresto. Ma grandina anche su Francesco De Vito Piscicelli l'imprenditore napoletano intercettato mentre parlava compiaciuto con il cognato Pierfrancesco Gagliardi degli affari post-terremoto da fare a L'Aquila - che alla fine viene raggiunto anche lui da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, nella quale viene definito «uno sciacallo». Infine grandina sull'avvocato amministrativista romano Guido Cerruti, che finisce ai domiciliari dopo essere emerso da indagini e intercettazioni del Ros come un mr.Wolf all'amatriciana, capace di risolvere problemi insolubili in via ordinaria grazie ai suoi addentellati con funzionari ministeriali, uomini politici, anche magistrati. «Un soggetto che gestisce indebitamente un potere enorme», lo definisce il gip Rosario Lupo, all'interno di quello che il giudice segnala essere «un sistema di potere talmente forte, collaudato, insidioso, in grado di inquinare gli appalti e la concorrenza fra imprese. Un sistema messo in piedi da imprenditori senza scrupoli e da pubblici funzionari venduti, che fa rilevantissimi danni non solo alla casse dello Stato ma anche all'ambiente e alla qualità degli interventi pubblici sul territorio., A seguire una dettagliatissima spiegazione, lungo le 321 pagine delia nuova ordinanza che, su richiesta del procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dei suoi sostituti Mione, Monferini e De Gregorio, fotografa in modo nitido, accurato e impietoso lo stato delie cose nella tranche fiorentina della spettacolare inchiesta sulle procedure straordinarie per i «grandi eventi", e soprattutto per alcune grandi opere in corso di realizzazione nel capoluogo toscano: dalla Scuola marescialli dei carabinieri al nuovo Auditorium della musica ai lavori per l'ampliamento della Galleria degli Uffizi. Un sistema di malaffare diffuso che penalmente vede coinvolto il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, che per il gip Lupo assicura copertura politica ad Angelo Balducci sui «grandi eventi». Mentre un altro importante politico, il ministro Altero Matteoli, «non ha alcun ruolo penalmente rilevante». Anche se, su sollecitazione di Balducci, è proprio Matteoli a dare il via libera alla nomina di Fabio De Santis a provveditore alle opere pubbliche per Toscana e Umbria. Gli effetti della nuova svolta dell'inchiesta fiorentina non si fanno attendere. Dopo gli arresti della notte scorsa, ieri pomeriggio Sandro Bondi annuncia la revoca del commissario straordinario Elisabetta Fabbri per i lavori dei Grandi Uffizi. Una revoca «per rendere possibile da parte della magistratura - scrive il ministro - il pieno accertamento dei fatti oggetto di una inchiesta giudiziaria, che si riferiscono ad un periodo antecedente al commissariamento». Indagato, si dimette anche il vicepresidente e consigliere delegato Roberto Bartolomei della Btp, seguendo la strada già tracciata dall'ad Vincenzo Di Nardo e dal presidente Riccardo Fusi, per il quale il gip Lupo non dà il via libera all'arresto chiesto (da mesi) dalla procura. Con questa spiegazione: «Fusi era al di fuori del sistema di corruttela nella gestione dei grandi appalti. Grazie al background De Vito Piscicelli ha cercato di aggiudicarsi qualche appalto, e probabilmente ha promesso del denaro. Ma questa vicenda giudiziaria ha interrotto il rapporto corruttivo, che è stato occasionale. Del resto Fusi si sentiva ingiustamente danneggiato (dalla tormentata vicenda della Scuola marescialli carabinieri, ndt) e questo gli ha dato una giustificazione per così dire morale'. Anche se ciò non costituisce una giustificazione». Per certo il gip non trova concordi il procuratore Quattrocchi e i suoi sostituti, che hanno già presentato ricorso al riesame. Mentre in parallelo trovano conferme le notizie che indicano Btp in grave crisi finanziaria (per centinaia di milioni), e nei fatti pronta ad essere inglobata dagli storici - e assai teorici - rivali del Consorzio Etruria, il cui antico manager Armando Vanni è oggi presidente Btp. Pronto a segnalare i rischi, da evitare, per mille dipendenti diretti e duemila dell'indotto. E trovando subito sponda nel sindaco fiorentino Renzi, per ovvi motivi visto che Btp ha rastrellato il rastrellabile, in tema di appalti fiorentini, nei dieci anni di amministrazione Domenici. Con una eredità di cui il successore, al di là dei proclami di discontinuità, non può non tener conto. Vista anche l'indubbia abilità di Btp in tema di nuove progettazioni, varianti in corso d'opera, e contenziosi legali.