L'architetto, studioso dell'arte, analizza la situazione e avanza alcune proposte Le mura, il loggiato sono spazi che dovrebbero essere vivi E poi ci sono troppe auto parcheggiate Le polemiche sulla moschea, sugli orari dei locali, sul degrado delle Mura e sui "monelli" che - nottetempo - fanno i vandali hanno spinto l'architetto Roberto Aureli, storico dell'arte, a fare il punto sul centro. Malo uso. «Negli ultimi anni, nel caso di Grosseto, abbiamo assistito ad "appropriazioni" singolari. I commercianti che rivendicano il concetto di "centro commerciale", baristi che, occupando macroscopiche porzioni di strada, consentono che la gente beva indisturbata da bicchieri e bottiglie tenute in mano, le associazioni più disparate che investono il centro di manifestazioni sportive in luoghi dove l'esiguità dello spazio e le interferenze con la normale vita quotidiana suggerirebbero altre scelte: Cavallerizza, Bastioni, camminamenti esterni alle mura». Il libro dei sogni. «Sento altri che vorrebbero trasformare il centro in campus universitario, qualcuno in un luogo per "affari". Il tutto in nome della abusata "riqualificazione"e nel bisogno di una "rivitalizzazione"». Devitalizzato. «Il centro storico cittadino negli ultimi trent'anni ha visto un notevole decremento demografico attenuato solo negli ultimi anni (forse dall'uso improprio di alcuni fondi trasformati in appartamenti). Oggi non vi è più una macelleria, non un supermercato, non una sala cinematografica, gli artigiani sono scomparsi. Mi risulta imminente il trasferimento di asilo e scuola elementare di via Mazzini fuori dalle mura, dove già è stata trasferita la biblioteca Chelliana. Insomma nessuna funzione educativa primaria sarà più presente in centro». Che brutta china... «A mio avviso, così facendo, si stanno alterando quelle caratteristiche peculiari che da sempre definiscono cosa sia davvero un centro storico, vale a dire quell'insieme di funzioni residenziali, scolastiche, di servizi, di artigianato. Eppure Robert Park, padre della sociologia urbana, definisce la città "..come stato d'animo, corpo di costumi e tradizioni...", risultato - aggiungo - di un lento sedimentare di fenomeni e di fatti. Se riflettiamo su questa frase, poi pensiamo all'evoluzione del centro storico di Grosseto negli ultimi decenni e infine osserviamo cosa succede nelle ore notturne, dal giovedì al sabato e non solo, viene da rabbrividire». Circolazione coatta. Trovo paradossale aver ridisegnato i percorsi interni al centro con buffi ghirigori di sensi di marcia, così come trovo sbagliato aver ridotto gli ingressi e aver permesso di parcheggiare in piazza San Francesco o in piazza della Palma, oppure aver costretto i ciclisti a percorrere controsenso l'esiguo ponte-levatoio di via Fossombroni (privo di corsia ciclabile) o aver posto i cassonetti là dove offendono i monumenti». Brutture. «Senza contare che mai è stato fatto un vero piano per il verde, per il colore, insomma per il decoro del centro, come evidenzia giustamente Il Tirreno. Non solo. Non abbiamo restaurato il vecchio ospedale e lasciamo che i giardini delle mura non siano irrigati e illuminati. Per non parlare dei portici (l'avete già fatto), della spoliazione della passeggiata archeologica o del degrado del Bastione Rimembranza con le sculture del Battelli di Pietrasanta». Moschea. «Il mio pensiero è che il Marraccini andava acquistato dalla famiglia Micheli 10 anni fa. Doveva prenderlo il Comune ad un prezzo che - all'epoca - era abbordabile. Fu commesso un errore e ora si pagano le conseguenze. La nuova destinazione "religiosa" dell'edificio mi lascia perplesso. Una moschea con quei volumi porterà un inatteso carico sul centro. Come, quale e quando si può immaginare. Mi domando solo: le donne islamiche potranno entrarvi? Sarà prevista - come nelle grandi moschee - una camera separata per loro? Cerchiamo di capire anche questo».
GROSSETO. Aureli: centro da ripensare: Recuperare i luoghi storici e restituirli ai cittadini
L'architetto Roberto Aureli analizza la situazione del centro storico di Grosseto e avanza alcune proposte per migliorarlo. Egli critica l'abuso di spazi pubblici e la mancanza di funzioni educative primarie nel centro. Secondo lui, il centro storico dovrebbe essere un luogo vivace e caratteristico, con una buona circolazione e un decoro adeguato. Aureli lamenta la mancanza di un piano per il verde e il colore, nonché la spoliazione di monumenti come il vecchio ospedale e il Bastione Rimembranza. Inoltre, egli esprime preoccupazioni sulla destinazione della moschea Marraccini, che potrebbe portare un carico inatteso sul centro.
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