Fanfani al ministro: intervenite all'incanto La risposta di Bondi: non ci tiriamo indietro Il sindaco scrive, il ministro risponde e annuncia che lo Stato parteciperà all'asta. Ma gli scambi a distanza forse serviranno a poco. Se infatti gli eredi Festari pagano il debito con Equitalia entro lunedì, allora sarà stato soltanto un fuoco di paglia, l'ennesimo colpo di scena di una vicenda aggrovigliatissima che si gioca tra Arezzo, Roma e Mosca. «La proprietà tira fuori i soldi? Vediamo, aspetto di vederli con l'assegno in mano», commenta Giuseppe Fanfani qualche ora dopo l'invio della lettera al ministro Sandro Bondi quando ancora non era trapelata la notizia della volontà dei Festari di saldare velocemente il debito. Fanfani nutre qualche dubbio ma ha anche un consapevolezza: «Se i settecentomila euro arrivano davvero, da un giorno all'altro, vuol dire che i russi non intendono giocare e che l'acquisto dell'archivio da parte della Ross Engineering sarebbe purtroppo cosa fatta». La mattinata di Fanfani aveva avuto inizio con la notizia dell'asta fissata per martedì mattina, base 2 milioni e seicentomila per acquistare le preziose carte saldando al contempo il debito con Equitalia. Di getto il sindaco, che già la sera precedente aveva avuto un contatto telefonico con la segreteria del ministro, ha preso carta e penna e ha scritto al titolare dei Beni Culturali con il quale, tra l'altro, lo lega una vecchia amicizia che va al di là dei rispettivi schieramenti politici di appartenenza. «L'Archivio si legge nella lettera è stato oggetto di esecuzione mobiliare a istanza della Equitalia Cerit spa e 1' incanto si terrà il giorno 9 marzo ad Arezzo presso il Museo di Casa Giorgio Vasari in via XX Settembre. Il prezzo base d'asta è pari a 2 milioni e 600 mila euro. Credo che a questo punto si presenti al Ministero l'occasione per porre fine alla questione acquistando l'archivio in sede di esecuzione, cosa che il Comune non può oggettivamente fare per mancanza di danari. Questo ovviamente presuppone che il Ministero partecipi il 9 marzo all'asta, e a tal fine le assicuro che il Comune di Arezzo è disponibile a darle tutta la collaborazione del caso». A nome della città, Fanfani prega Bondi «di prendere in seria considerazione questa opportunità, anche perché la valutazione di base d'asta appare sostanzialmente compatibile con il valore del bene. Le posso assicurare che, ove ella ritenga di attivarsi in tal senso, oltre a salvare alla nazione italiana un patrimonio artistico di grandissimo valore, avrà il plauso e la riconoscenza di tutta la collettività aretina». Bondi non ha fatto le orecchie da mercante, nonostante nel primo pomeriggio Fanfani temesse il non accoglimento della richiesta («Finora nessuno si è fatto vivo e la cosa mi fa pensare, tanto più che c'è stato un successivo e ulteriore contatto con il gabinetto del ministero»)». Ma l'attesa è durata poco. Già a fine pomeriggio è arrivato l'annuncio ufficiale: «Il ministero per i beni e le attività culturali parteciperà all'asta per l'archivio di Giorgio Vasari, che avrà luogo il 9 marzo prossimo nella Casa Museo di Arezzo». E' lo stesso Sandro Bondi a confermarlo di suo pugno: «Con riferimento all' imminente asta avente ad oggetto l'Archivio Vasari, sottoposto a vincolo pertinenziale alla Casa Museo Vasari di Arezzo, c'è la piena disponibilità del Ministero a partecipare all'incanto». Insomma, nel silenzio generale, sarebbe potuto essere l'uovo di colombo: gli eredi non sanno che l'asta è stata fissata, la vendita all'incanto va in scena e lo Stato acquista a poco più di due milioni e mezzo quell'archivio che i russi sono pronti a pagare 150 milioni. Tutto perfetto e anche con il lieto fine, vale a dire la garanzia che le carte vasariane sarebbero rimaste per sempre nella loro storica sede, senza contenziosi, pool di avvocati, vacanze all'estero per l'esposizione nei pi prestigiosi musei. Ma a questo punto tutto salta. I Festari, grazie all'intervento di terzi, avrebbero a disposizione già lunedì i settecentomila euro occorrenti a saldare i debiti con Equitalia. E ripartirebbe inesorabile la lancetta del conto alla rovescia, pronta a fermarsi il 20 marzo, giorno di scadenza del diritto di prelazione che lo Stato detiene sull'acquisto dei beni.
Archivio Vasari. Pronti a pagare?
Il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha scritto al ministro Sandro Bondi per chiedere di intervenire all'incanto dell'asta dell'archivio di Giorgio Vasari, che si terrà il 9 marzo. Fanfani sostiene che l'acquisto dell'archivio da parte della Ross Engineering sarebbe una perdita per l'Italia, poiché i russi non intendono giocare e che l'acquisto sarebbe già fatto. Il ministro Bondi ha risposto che il ministero è disponibile a partecipare all'asta e a acquistare l'archivio.
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