Un brutto incidente di percorso, ma solo quello se gli eredi Festari riusciranno, come sembra, a turare la falla nella loro nave ormai avviata verso il porto dell'affare con i russi. Benedetto incidente, anzi, perchè se non fosse stato per un'indiscrezione, anzi per un bando pubblicato in Comune, nemmeno la famiglia proprietaria avrebbe saputo che il bene più prezioso in suo possesso, e cioè l'archivio Vasari, stava per andare all'asta. Incanto già fissato e in tempi rapidi: martedì, a stretto giro di posta. Col risultato che le pregiatissime carte rinascimentali sarebbero passate di mano e repentinamente e l'affare del secolo con i russi sarebbe andato a monte nel modo più inopinato. Così, invece, ai Festari resta la possibilità di rimediare, sia pure al prezzo di muoversi con velocità da blitzkrieg. Entro martedì, un minuto prima che cominci la vendita all'incanto, nella casa-museo di via XX Settembre, dovranno estinguere il pignoramento acceso da Equitalia, versando un assegno da 700 mila euro. «Ce la faremo - garantisce l'avvocato di famiglia, Guido Cosulich - pagheremo. Penso, anzi, che ci riusciremo entro lunedì. O alla sede Equitalia di Arezzo o a quella di Pisa». Il legale, del resto, se ne intende, già in passato ne aveva sventato un altro sull'archivio in extremis. Era l'ottobre 2008 e allora era la Cassa di Risparmio di Volterra, creditrice del conte Giovanni, morto nel frattempo, che stava diventando proprietaria delle straordinarie carte che aprono uno spaccato suggestivo sul 500 italiano, dai sonetti di Michelangelo alle lettere di Annibal Caro, dagli autoritratti di Vasari stesso all'epistolario con Papi e Granduchi. Fu anzi in quell'occasione che il giudice Simone Salcerini affidò la stima dell'archivio su cui si basa, se mai si farà, anche l'asta di adesso. Gli esperti d'arte fissarono allora un valore di un milione e 800 mila euro che poi lo stesso giudice ritoccò al rialzo fino a due milioni e 600 mila. La cifra da cui si ripartirebbe stavolta. Il pignoramento ancora acceso è quello messo in atto dalla direzione regionale di Equitalia a novembre. A tutela di un debito di 700 mila euro dei Festari con il fisco. Gli eredi erano convinti che fosse tutto a posto, che fosse valido l'accordo informale con il direttore di Pisa della Spa incaricata di riscuotere i crediti pubblici e che in questo caso stabiliva tempi e modi di rientro del debito. Con la garanzia di un personaggio molto vicino alla famiglia. Forse lo stesso Enrico De Martino, immobiliarista romano, che nel 2008 pagò per estinguere l'altro pignoramento e che successivamente ha firmato il contratto con i russi da procuratore di famiglia. Invece, Equitalia ha mandato avanti lo stesso la procedura esecutiva che, caso unico, in base a una deroga di legge, può portare a compimento senza passare dal tribunale e senza notifica ai debitori, solo la pubblicazione del bando d'asta in Comune. I Festari sono caduti letteralmente dalle nuvole e in poche ore, con l'aiuto di qualche cavaliere bianco, si sono messi in moto per racimolare i 700 mila euro. Impresa non facile in quatto giorni, due dei quali festivi. D'altronde, con la chiusura dell'affare con i russi che incombe, pagare diventa una necessità assoluta. L'alternativa è far saltare un contratto da 150 milioni che è l'accordo della vita. Peggio, significa esporsi al rischio di una richiesta di danni civili da parte della «Ross» per il mancato adempimento. Tutto è appeso all'assegno circolare da 700 mila euro che entro martedì deve arrivare ad Equitalia. Se no si va all'asta, che fa saltare la data fatidica del 20 marzo, quella in cui scade il diritto di prelazione dello stato e si perfeziona il contratto con la «Ross engeneering» di Mosca. Sarebbe la fine più miserabile dell'affare del secolo.
L'intrigo Vasari
La famiglia Festari è stata messa sotto pressione per pagare un debito di 700 milioni euro con il fisco. Il pignoramento è stato acceso da Equitalia e l'assegno da 700 milioni euro deve essere versato entro martedì. Se non si pagherà, l'affare con i russi sarà saltato e la famiglia Festari rischia di dover pagare danni civili. La famiglia ha ricevuto un bando pubblicato in Comune e ha scoperto che l'archivio Vasari, che vale 2,6 milioni di euro, stava per essere all'asta. La famiglia ha ricevuto l'aiuto di un avvocato, Guido Cosulich, che garantisce che si pagherà l'assegno entro lunedì.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo