Dopo una minacciata (o sperata) contrapposizione fra il miliardario Tom Barrack, nuovo proprietario della Costa Smeralda, e il miliardario Renato Soru, nuovo Presidente della regione Sardegna, si ha notizia di una (insperata) alleanza fra i due, nella condivisa considerazione (...) (...) di non consentire a nessuno di continuare a distruggere un paradiso. È proprio Barrack a chiedere regole che, incredibilmente, lo Stato e la Regione non riescono a dare: «Non sono qui per spalmare di cemento le coste. Il vero problema non sono due chilometri o trecento metri; è invece avere norme certe al più presto». È Soru, con lo slancio di chi vuole, e può, difendere la sua terra, a dichiarare: «Per salvaguardare l'ambiente, e quindi il turismo di qualità, i trecento metri dal mare non bastano... Chi va al mare oggi non vuole incontrare parcheggi, lampioni, case altrui. Io chiederei una fascia di rispetto di almeno duemila metri, ma siccome non sono il governatore unico della Sardegna, mi devo confrontare». L'affermazione è spiegabile, perché, se il confronto può essere utile, è invece indiscutibile che Soru sia il governatore unico della Sardegna. Non ce ne sono altri. Egli può e deve confrontarsi soltanto con i rappresentanti dello Stato o dell'Istituzione, le cui posizioni, ancora una volta, coincidono con le sue. Augurandoci di scongiurarne il trasferimento (che rappresenterebbe una ennesima testimonianza di impotenza di questo governo), il Soprintendente regionale del Ministero per i Beni culturali, Paolo Scarpellini, ha molto faticato a richiamare i sindaci al rispetto dei più elementari principi di tutela. Oggi i sindaci insorgono e, nella loro visione meschina, sembrano volere continuare a distruggere luoghi bellissimi e puri, cancellandone anche i segni di una fragile e delicata semplicità. Si ribellano i sindaci di Arzachena e di Olbia, di Palau e di Santa Teresa di Gallura, si ribellano e non si vergognano, indifferenti alla Regione e allo Stato, e anche alla visione lungimirante di Barrack Le amministrazioni locali vogliono mani libere, per poter continuare a distruggere, come ha fatto il sindaco di Santa Teresa di Gallura rielaborando la piazza principale in un'orgia di volgarità e di strutture inutili. Distruggono, sfigurano, e osano parlare. E Soru che, stringendo un semplice accordo di ordinata tutela con il Soprintendente Paolo Scarpellini, potrebbe esercitare un potere assoluto in difesa della bellezza, della civiltà e della natura, vuole confrontarsi. Ma «confrontarsi» con chi? E perché? Non ci sono due ipotesi di sviluppo, non c'è uno sviluppo retoricamente «sostenibile»; c'è la necessità di una difesa armata contro la volgarità e la stupidità. Non si può consentire che la devastazione sistematica continui nella impotenza di chi ha le più alte responsabilità politiche e civili. Soni non deve confrontarsi. Deve decidere ciò che è giusto e che egli conosce. Deve impedire che a trecento, come a tremila, metri siano costruiti orrori, senza rispetto, senza intelligenza, senza gusto. Dovremo pensare che la bellezza si porta dietro una maledizione, che il suo destino è dissolversi? Se Barrack è arrivato è perché, come dichiara, crede «che la Sardegna debba essere il primo reale esempio di ecoturismo che preservi e valorizzi i tre elementi che la rendono unica: il mare, la natura, i suoi abitanti». Non è questo che è avvenuto a Santa Teresa di Gallura. Ma Bosa è invece riuscita a resistere, come Milis, dove un valoroso e sensibile progettista, l'ingegnere Beniamino Bagnoli, è intervenuto nel cortile di palazzo Boyl, creando una cavea con loggia, perfetta nelle forme, come un teatro antico, e oggi sede ideale dell'Accademia perduta del Giudicato d'Arborea. È dunque possibile costruire con gusto e sensibilità, e non necessariamente rinunciando alla propria intelligenza progettuale. Ma ci sono forme, materiali, tradizioni, compatibili e armo-nizzabili con lo spazio urbano e con la natura. L'intelligenza, non volta al male, consente, a chi è senza pregiudizio, di trovare soluzioni. È quello che auguro a Barrack e a Soni, esortandoli a resistere contro la volgarità e l'aspirazione malsana al brutto. L'unica correzione, l'unica possibilità di rieducazione sta nelle regole di chi non coltiva l'indifferenza.
Gli Sgarbi. La rivolta degli amici del cemento.
Il miliardario Tom Barrack, nuovo proprietario della Costa Smeralda, e il Presidente della regione Sardegna, Renato Soru, hanno stabilito un accordo per proteggere l'ambiente e il turismo di qualità nella regione. Barrack ha chiesto regole per proteggere le coste e Soru ha dichiarato che i trecento metri dal mare non bastano per proteggere l'ambiente. Soru ha anche chiesto una fascia di rispetto di almeno duemila metri per proteggere la natura e il turismo. I sindaci di alcune città della Sardegna, come Arzachena e Olbia, si sono ribellati contro le regole e hanno chiesto di non interferire con le loro decisioni.
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