L'acquirente, il ricchissimo Vasilij Stepanov, presidente della holding industriale russa Ross Group, aspetta da mesi. Ma intanto, per essere sicuro, ha già firmato e controfirmato il contratto di vendita e stabilito il prezzo stellare: 150 milioni di euro. Eppure le vicissitudini dell'archivio Vasari di Arezzo sembrano non finire mai. Ieri l'ultimo colpo di scena, con l'annuncio del sindaco, Giuseppe Fanfani, della messa all'asta dell'archivio per una base di «appena» 2,6 milioni di euro. Il motivo? I documenti vasariani sono stati pignorati per un debito di circa 800 mila euro che la famiglia dei Festari, erede del proprietario dell'archivio, ha con il fisco. All'asta, che si svolgerà martedì marzo nel museo Giorgio Vasari di via XX Settembre, sede degli archivi, parteciperà anche un rappresentante del ministero dei Beni Culturali. È stato lo stesso ministro Bondi ad annunciarlo ieri sera accogliendo una richiesta del sindaco di Arezzo. «E' l'unico modo perché questo patrimonio culturale non vada nelle mani dei russi - spiega Fanfani - e dunque, anche se i documenti non possono essere spostati perché hanno il vincolo della sovrintendenza, non si corrano rischi futuri di trasferimenti». Dunque tutto risolto? Assolutamente no. «L'asta non si svolgerà mai - dice Giorgio Cosulich, il legale dei Festari, la famiglia oggi ancora legittima proprietaria dell'archivio in attesa della formalizzazione del contratto con i russi - perché i miei clienti pagheranno i debiti con l'erario entro un paio di giorni. E il 21 marzo la Ross Group diventerà proprietaria dell'archivio». A mezzanotte del 20 marzo scade infatti la possibilità di prelazione da parte dello stato del bene, ma il governo ha già annunciato che non potrà pagare una cifra così alta. Dunque, il primo giorno di primavera, su un tesoro che comprende anche 17 lettere di Michelangelo, un autoritratto del Vasari, un epistolario giudicato «una perla del 500", potrebbe sventolare la bandiera russa.
Archivio Vasari all'asta, ultima battaglia
Il ricchissimo Vasilij Stepanov, presidente della holding industriale russa Ross Group, aspetta da mesi per acquistare l'archivio Vasari di Arezzo. Tuttavia, il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha annunciato che l'archivio sarà messo all'asta per una base di 2,6 milioni di euro. Il motivo è che i documenti vasariani sono stati pignorati per un debito di circa 800 mila euro della famiglia dei Festari, erede del proprietario dell'archivio. Il ministro dei Beni Culturali, Bondi, ha annunciato che l'asta si svolgerà martedì marzo nel museo Giorgio Vasari.
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