PISA. Tiene ancora banco la questione delle nuove concessioni per gli ormeggi che l'amministrazione provinciale ha rilasciato in aree che per l'Ente Parco Migliarino San Rossore devono invece rimanere libere, anche per eventuali necessità di trasferimento di attività nautiche già esistenti, ma che non hanno gli spazi per adeguarsi alle normative. Infatti, la legge impone dieci metri di distanza dalla sponda dell'Arno e altrettanti dalla strada. «È chiaro che la nostra visione - spiega il presidente dell'Ente Parco, Giancarlo Lunardi - è conservativa, ma non abbiamo mai ostacolato le attività esistenti. Nel rispetto della storia e degli investimenti degli operatori, la nostra è sempre stata una visione realistica. Tuttavia puntiamo alla riqualificazione dei rimessaggi e al libero accesso al fiume per i cittadini e propendiamo per un uso più naturalistico delle aree libere, così da creare un equilibrio con le attività esistenti». «Inoltre - prosegue il presidente dell'Ente Parco - in caso di condizioni insufficienti di adeguamento ai termini di legge, per cui le distanze da rispettare sono di dieci metri dalla sponda dell'Arno e dieci metri dal viale D'Annunzio, i rimessaggi verrebbero delocalizzati nelle aree libere. Non è ancora iniziata la fase istruttoria, in cui ogni soggetto con un'area di unità nautica dovrà presentare il progetto di riqualificazione, che prevede materiali più consoni, le distanze di legge e il passo pubblico. Le problematiche possono esserci nonostante la firma, da parte di tutti gli enti, del protocollo d'intesa relativo ai rimessaggi nella golena dell'Arno, ma le discussioni sono utili per trovare le soluzioni. Qualche nuova assegnazione di concessioni c'è stata, ma ci deve essere stato un malinteso rispetto all'applicazione del protocollo d'intesa. Nei prossimi giorni incontrerò l'assessore Valter Picchi per affrontare la questione ed eliminare ogni dubbio. Posso rassicurare che indietro non si torna. Bisogna proseguire sulla riqualificazione». Sono solo questioni di carattere procedurale secondo l'assessore provinciale Valter Picchi, anche se tiene a precisare che quella sponda del fiume è riservata ai rimessaggi e non ci sono aree libere disponibili. «L'amministrazione provinciale ha ereditato dal demanio varie richieste di concessioni - dice Picchi - che sono state rilasciate alle associazioni, alla polizia di Stato, alla Pubblica Assistenza e ai pescatori professionisti. Aree libere nel vero senso della parola non ce ne sono e quella sponda dell'Arno non ha una vocazione naturalistica come quella opposta. La Provincia ha come obiettivo la definizione delle pratiche di condono per regolarizzare i rimessaggi esistenti, che sono importanti per la nostra economia, e ognuno deve fare la sua parte secondo il protocollo d'intesa firmato. Queste sono solo questioni di carattere giuridico-procedurali su cui ci chiariremo. Un normale dibattito tra istituzioni non deve destare allarme».
PISA. La battaglia dei nuovi ormeggi. La Provincia e il Parco divisi sulle concessioni nelle aree libere
L'amministrazione provinciale ha rilasciato nuove concessioni per gli ormeggi lungo l'Arno, ma l'Ente Parco Migliarino San Rossore ha sollevato preoccupazioni riguardo alle aree libere che devono rimanere libere, anche per le attività nautiche esistenti. Il presidente dell'Ente Parco, Giancarlo Lunardi, ha spiegato che la loro visione è conservativa, ma puntano alla riqualificazione dei rimessaggi e al libero accesso al fiume per i cittadini. La Provincia ha ereditato richieste di concessioni per le aree libere, ma non ce ne sono.
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