L'ADDIO è di quelli che segnano. Dal 1999 Salvatore Settisè il direttore della Scuola Normale di Pisa, il suo terzo mandato si sarebbe concluso nel 2011, invece ieri cogliendo di sorpresa tutti ha annunciato al collegio accademico che si dimetterà il prossimo ottobre. Se ne andrà nello stesso mese in cui la Normale festeggia i 200 anni dalla fondazione. Un pezzo di storia. Un'era anche quella di Settis: undici anni alla guida di una delle università più importanti d' Europa. Ha scritto nella lettera inviata al ministro Gelmini: «Il desiderio di assicurare la continuità della direzione e il rispetto per i miei colleghi che devono avere tutto il tempo ragionevole di riflessione prima di individuare il candidato o i candidati a succedermi nella carica, mi inducono ad anticipare il più possibile l' annuncio di tale mia intenzione, onde consentire il più regolare svolgimento delle procedure per l' elezione del nuovo Direttore». Il ministro ha risposto pregandolo di restare fino a ottobre e lo ha ringraziato per l' impegno e per il lavoro svolto. E' stato lo stesso Settis a spiegare ieri all' Ansa perché ha scelto di andarsene ora: per assumere un importante impegno alla Treccani e per avere il tempo di studiare e realizzare tre libri che ha in cantiere. Ma oltre a queste ragioni, ce ne sono altre che ieri il direttore ha taciuto. SETTIS è amareggiato per le politiche universitarie del governo, per i tagli di bilancio che non hanno risparmiato neppure le eccellenze. I primi effetti si vedono già coi pensionamenti, gli altri saranno evidenti nei prossimi mesi. «Me ne vado per fare ricerca - ha precisato evitando polemiche - dopo undici anni da direttore credo di poterlo fare, anche perché lascio una Normale in gran forma. Per me ho dei progetti di studio particolari». Uno è l' incarico arrivato dal presidente della Treccani Giuliano Amato: «Mi ha chiesto di dirigere una nuova enciclopedia artistica e di rivedere il settore delle enciclopedie d'arte spiega il professore - È un compito impegnativo, mi piace molto e avrà bisogno di parecchio tempo». Un impegno, ribadisce, che non si poteva conciliare con la direzione della Normale. Poi ci sono tre libri in fabbricazione: «Altra ragione per cambiare vita perché non riesco a finire di scriverli». Uno sul paesaggio, uno su «Giorgione e Caravaggio» (per Einaudi), e uno su Aby Warburg (per Feltrinelli). Lui scherza: «Mi libero per studiare, prima di essere troppo vecchio, ogni tanto bisogna cambiare anche per contrastare il proprio declino, questa sì che è una sfida audace». Così si apre il dopo Settis: la data delle elezioni verrà decisa dal professor Sabino Cassese.