Lurbanista Pier Luigi Cervellati: il centro straripa di ponteggi, ma non cè prospettiva di recupero "E ora attenti ai palazzi storici larte è sommersa dai detriti" LAQUILA - Pier Luigi Cervellati, padre nobile della scuola italiana di architettura del restauro urbano, pochi giorni fa, è tornato nella zona rossa dellAquila, su invito di Italia Nostra (lassociazione nazionale che tutela il patrimonio artistico e culturale), e non nasconde di essere rimasto "sconvolto" da ciò che ha visto. «Ciò che è successo è grave, molto grave. Si è perso, colpevolmente, un anno - dice sconsolato - si poteva fare tanto, in quanto, la parte veramente storica che andava salvaguardata subito, è tuttaltro che estesa». Cervellati, adesso però Governo e enti locali hanno stabilito un piano di intervento per rimuovere le macerie. «Meno male... Ma mi sembra già tardi. Devono fare in fretta se vogliono salvare ciò che ancora si può salvare». Lei, ripete spesso che il centro storico dellAquila è stato imbalsamato «Certo, e lo confermo. Straripa di ponteggi che puntellano edifici strutturalmente irrecuperabili, mentre non si vede alcuna prospettiva dintervento su case storiche e monumenti realmente risanabili». Secondo lei, le macerie stanno ulteriormente danneggiando il patrimonio artistico-culturale dellAquila? «Assolutamente sì, dentro il Duomo ho trovato cumuli di detriti alti fino a tre metri che ricoprono ancora capitelli, confessionali in noce e resti di affreschi erosi da gelo e pioggia. La chiesa di San Marco, davanti al palazzo del governo, è puntellata, ma larchitrave è spezzato in due, per cui è solo in apparenza messa in sicurezza. La stupenda fontana del '400 di piazza San Pietro è coperta di macerie, come fosse una discarica». Quali adesso le priorità? «Le chiese Il silenzio della Diocesi e del sindaco su questo punto è assordante. Per Collemaggio poi, non conosco progetti di recupero, eppure, mesi fa si sono affrettati a metterla in sicurezza per celebrare la messa di Natale scorso, per fotografi e telecamere Non solo: bisognerebbe recuperare il coinvolgimento dei Beni culturali e degli architetti locali che conoscono storia, forme e materiali del centro storico». Quali rischi corre oggi la città dellAquila, a suo avviso? «Di diventare la nuova Pompei. Anzi, forse, per qualche verso già lo è...». (g. c.)
Lurbanista Pier Luigi Cervellati: il centro straripa di ponteggi, ma non cè prospettiva di recupero
Pier Luigi Cervellati, un urbanista, ha visitato la zona rossa dell'Aquila dopo gli terremoti. Ha espresso la sua preoccupazione per il centro storico della città, che è stato "imbalsamato" da ponteggi e macerie. Cervellati ritiene che il centro storico sia stato danneggiato ulteriormente dalle macerie e che non ci sia una prospettiva di recupero per alcune strutture. Ha menzionato la chiesa di San Marco, la fontana del '400 e il Duomo, che sono state danneggiate dalle macerie. Cervellati ha anche criticato la mancanza di priorità per il recupero delle chiese e ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento degli architetti locali.
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