Individuati i siti, tutti in Abruzzo. Lesercito provvederà alla rimozione. Si comincia tra un mese Pieni poteri al governatore Chiodi. Lazienda di smaltimento scelta con bando pubblico LAQUILA - Adesso, i siti dove mettere le macerie del terremoto dellAquila, dove trasferire i tre milioni di metri cubi di detriti che soffocano la città e le altre zone del cratere, ci sono. Adesso - dopo la «rivolta delle carriole» con oltre seimila aquilani in piazza appena quattro giorni fa - le macerie si possono finalmente iniziare a togliere dal centro storico. Ma si comincerà non prima di un mese, ad un anno esatto dal sisma. Questo è stato deciso al termine di un vertice al ministero dellAmbiente, cui hanno preso parte il ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente dellAbruzzo (nonché commissario delegato allemergenza terremoto) Gianni Chiodi, il prefetto dellAquila Franco Gabrielli, il sindaco dellAquila Massimo Cialente, il presidente della Provincia Stefania Pezzopane ed il vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis. E sarà lesercito, insieme con i vigili del fuoco (come già anticipato da Repubblica nei giorni scorsi), a rimuoverle. Ma limpegno dei militari e dei pompieri riguarderà solo la prima fase dellintervento, in attesa dellespletamento della gara ad evidenza pubblica «per laffidamento del servizio di trasporto», si legge nel documento uscito dalla riunione. Per lo smaltimento delle macerie, invece, sono state individuate tre aree e una quarta macroarea di almeno 50 ettari (che si trova nella frazione di Bagno su un terreno agricolo di proprietà del Comune dellAquila). Questultima però, è ancora al vaglio dei tecnici, in quanto considerata a rischio dal punto di vista idrogeologico. Di certo cè, che entro trenta giorni avverrà sia lampliamento funzionale dellattuale sito ex Teges di Paganica (lunico impianto al momento in funzione e già al collasso per lenorme mole di detriti da smaltire), sia lapertura, previa gara, di altri due siti già individuati ed esaminati: uno a Barisciano (che verrà aperto entro trenta giorni) e laltro a Bazzano (in funzione tra sessanta giorni). Inoltre si è stabilito di «rimettere i poteri di individuazione dei siti per il temporaneo stoccaggio al commissario delegato Chiodi». «Le macerie, sulla base di un crono-programma saranno rimosse in tempi certi» ha spiegato il ministro Prestigiacomo al termine dellincontro. «La tragedia del terremoto è stata di enorme portata ed è stata affrontata nel migliore dei modi. Ora, saranno rimosse anche le macerie per consentire a LAquila ed agli altri centri danneggiati, di avviare più efficacemente il recupero anche sociale ed economico dei centri storici». Intanto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi ieri ha denunciato il mancato utilizzo da parte del Comune dellAquila di un finanziamento di 12 milioni di euro che il Dipartimento Famiglia aveva reso disponibile fin dal 28 aprile 2009 per «il rapido recupero di adeguate condizioni di vita delle famiglie nei territori colpiti dal sisma». «Avevamo anche fatto un sopralluogo per stabilire dove spendere i fondi - ha detto Giovanardi - il 16 ottobre scorso eravamo stati nuovamente allAquila per sollecitare, mentre il 21 gennaio cera stato un tavolo tecnico presso il Comune dellAquila. Finché lunedì scorso ci hanno comunicato lutilizzo di soli 3 milioni di euro».