LUCCA. Edifici abbandonati e aree dismesse che possono essere la chiave per lo sviluppo cittadino. Da qui è partita l'idea di CasaPound Lucca e dell'associazione Epsilon di allestire la mostra "Lucca abbandonata, Lucca ritrovata" in cui sono state presentate le foto di una sessantina fra edifici lucchesi abbandonati, in fase di recupero o recuperati. «Negli ultimi anni Lucca ha visto sorgere molte costruzioni che non si integrano nel tessuto sociale, ma coesistono semplicemente - dice Simone Pellico, coordinatore di CasaPound Lucca -. Strutture residenziali che restano sfitte e che hanno saturato il paesaggio cittadino. Ogni spazio vuoto non deve essere necessariamente riempito. Il vuoto fra due architetture può a sua volta essere fondamentale per l'equilibrio architettonico, come lo sono le piazze». «Gli edifici abbandonati si trovano in punti strategici della città - spiega l'architetto Gilberto Bedini durante il dibattito di chiusura della mostra - di conseguenza giocano un ruolo fondamentale e devono servire a equilibrare i due diversi assetti che caratterizzano Lucca, la città antica e quella moderna». Per il presidente di Italia nostra Roberto Mannocci è necessario fermare il consumo di nuovo suolo puntando invece sul riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. Ottimista è invece il vicesindaco Giovanni Pierami: «Lucca è una città a strati e ha sempre saputo ritrovare funzionalità e recuperare i propri spazi in modo efficace. La residenza in città è un perno importante e bisogna recuperare la funzione direzionale perché il centro non deve diventare un museo ma deve restare vivo. Per questo il Piuss rappresenta un fatto epocale i cui progetti vanno nella giusta direzione».